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Recensione su Profumo - Storia di un assassino

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28 aprile 2011

Secondo me il taglio peggiore rispetto al libro è stato fatto quando si è tolto il perchè dell’esclusione di Grenouille dal consesso sociale subita dalla nascita, ossia la sua mancanza di odore (che nel film lui scopre verso la fine). In questo modo nulla si dice dell’isolamento sociale e del rifiuto che sopporta da tutta la vita, nulla si dice del problema dell’individuo che non esiste, che non viene visto, percepito, che non è, nulla si può sospettare rispetto al problema dell’identità personale che il libro argomenta. Il film aveva un compito improbo e lo ha realizzato maluccio.
Meglio l’inizio, un disastro la parte da Grasse in poi, sprecata l’occasione del tuffo del nostro nel negozio del profumiere, il tuffo nelle fragranze. Ne esce la storia di un serial Killer, il sottotitolo avvertiva, immotivato. Come si fa a non indagare il superomismo che pervade Grenouille? Il suo bisogno di essere visto e accettato e la fascinazione del potere di manipolazione degli altri? Avrei poi immaginato una traduzione in immagini degli odori, di questo mondo poco considerato, ma importantissimo per l’individuazione degli oggetti, per la spazialità, per la vita insomma e invece nulla. Giusto una decina di assassinii buttati un po’ là.

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