Recensione su Perfect Sense

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Il senso della vita / 12 Marzo 2020 in Perfect Sense

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Scrivo questa recensione a caldo, subito appena terminato la visione del film.
Il film dal punto di vista tecnico non è particolarmente originale e innovativo, la fotografia è fatta di scenari cupi e grigi, la regia non si distingue particolarmente. Il suo punto forte è la sceneggiatura, una sceneggiatura forte, originale e intensa.

La storia in breve **SPOILER**

Un’epidemia, un qualche virus, non si sa bene cosa sia, tutto a un tratto le persone incominciano a perdere i propri sensi: prima l’olfatto, preceduto da un profondo senso di tristezza; poi il gusto, preceduto da un momento di delirio e disperazione; poi l’udito, preceduto da una rabbia sfrenata e incontrollata e infine la vista, anticipato da un senso di perdono, gioia, di vicinanza e di amore. Dopodiché il nulla, il buio più totale che ti cattura senza preavviso. A rimanere è il tatto, i respiri che si avvertono sulla pelle, il senso di umido lasciato dalle lacrime sul volto e quello di due labbra che si incontrano: l’amore… la vita. Tutto ciò che c’è da sapere e per andare avanti.

Forse non è il momento giusto per guardare questo film, visto che siamo tutti in quarantena per il Coronavirus, o forse in realtà lo è, dato che questo film è il risultato di un tripudio di emozioni che ti travolgono e ti stravolgono, spronandoti a riflettere ad apprezzare quelle piccole cose che diamo per scontato perché li abbiamo sempre avuti, perché ci siamo nati.

Il film era partito con un 6, ma circa a metà si sente finalmente quel senso di empatia che sicuramente il film voleva suscitare negli spettatori.

Voto: 7 + 1 per le emozioni che mi ha suscitato, quindi 8

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