Recensione su Perfect Blue

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Il Thriller in formato animazione. / 31 ottobre 2015 in Perfect Blue

In Perfect Blue, lungometraggio animato che segna l’esordio alla regia di Satoshi Kon, fa incursione un genere cinematografico ( il thriller) che per le proprie peculiarità ben si amalgama allo stile del regista, lungi dall’essere paragonato ai più canonici linguaggi utilizzati negli anime giapponesi.
Un rinnovamento, questo di Kon, nel rappresentare l’animazione ( almeno fino a quel periodo ) non nella sua più ortodossa forma, tesa più a incantare e a meravigliare che a suscitare tensione e suspense, che quasi sembra plasmare anche la sceneggiatura del film, sebbene tratta dall’omonimo romanzo di Yoshikazu Takeuchi, in quanto finalizzata al cambiamento, come meta ideale di un percorso di autoconoscenza.
Da qui si snoda l’intreccio, nonché l’insito viaggio psicologico della protagonista, abilmente descritti e circoscritti a luoghi e tempi diversi, ma mai casuali, in modo da coinvolgere lo spettatore, disorientato nella labirintica ricerca della verità, mai così lontana da un’iconica percezione.

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