Perez.

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Perez.

Perez è un avvocato serio e meticoloso che lavora a Napoli. La sua solidità morale e professionale viene messa drammaticamente in discussione quando la sua giovane figlia si lega ad un ricercato.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Perez.
Attori principali: Luca ZingarettiLuca ZingarettiMarco D'AmoreMarco D'AmoreSimona TabascoSimona TabascoGiampaolo FabrizioGiampaolo FabrizioMassimiliano GalloMassimiliano GalloLino Musella, Vincenzo Fabricino, Ivan Castiglione, Emilio Vacca, Gennaro Di Colandrea, Loredana Simioli, Marianna Mercurio, Salvatore Cantalupo, Tonino Taiuti, Cristina Donadio, Saman Anthony, Antonella Morea, Pasqualina Sanna, Ida Brandi, Federica Altamura, Antonio Orefice, Marianna Fontana, Angela Fontana, Toni Laudadio, Antonio Pennarella, Stefano Ferraro, Mostra tutti
Regia: Edoardo De AngelisEdoardo De Angelis
Sceneggiatura/Autore: Filippo Gravino, Edoardo De Angelis
Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 94 minuti

Dove vedere in streaming Perez.

30 Novembre 2014 in Perez.

Una piacevole sorpresa: un noir ambientato nel mondo della camorra ben scritto e in grado di mantenere tensione e angoscia per tutta la durata del film.

4 Ottobre 2014 in Perez.

Perez è un noir all’italiana girato nella Napoli “bene” e vede Luca Zingaretti (il celeberrimo “Montalbano sono !”) interpretare Demetrio Perez, avvocato d’ufficio a cui vengono affidati criminali che non possono permettersi un avvocato di fiducia o che sono stati abbandonati dai loro legali per motivi di sicurezza. Il protagonista dell’opera firmata De Angelis è un nichilista, apatico fino al midollo, un uomo che un tempo aveva buona parte della felicità del mondo e che ora si trova solo nella sua corazza, un appartamento con una bella vista.

Perez avrebbe potuto essere un grande avvocato, sarebbe potuto benissimo diventare magistrato ma si inimica le persone sbagliate. Oltretutto sbaglia i tempi e i modi d’azione. Il film pur essendo girato interamente a Napoli e zone limitrofe ha la particolarità di non mostrare gli stereotipi di Napoli; la pellicola infatti comincia con una panoramica su una città dai grattacieli scintillanti. Potrebbe essere la skyline di qualsiasi metropoli eppure è la Napoli dei palazzi meravigliosamente ingannevoli. Di sera gli edifici sono illuminati da luci soffuse e danno l’illusione della perfezione. L’illusione della perfezione, la frase sintetizza pienamente la vita del protagonista, un uomo che può permettersi la spesa di una Mini come regalo per il compleanno della figlia ma che è profondamente solo. Un uomo che conduce una vita deprimente ma che in un modo o nell’altro ha raggiunto uno status elevato. Perez difende criminali di tutti i tipi ma è quasi costretto, sembra disinteressarsi del lavoro che fa. Perez non ha più una morale né l’amore per sé stesso. La moglie lo ha lasciato anni dietro, i rapporti con la famiglia non sono dei migliori, di amici neanche a parlarne. E’ un borghese piccolo piccolo che vive abbassando sempre la testa, manda giù la pillola e va avanti.
Qualcosa però lo costringe a tornare a fare i conti con il mondo che lo circonda. L’ultima traccia di umanità che gli rimane, la figlia Thea si innamora della persona sbagliata.

Thea è una ragazza che si sta laureando alla triennale, è la classica spocchiosa viziata con manie di protagonismo ed instabilità emotiva.
Insomma, la mer-da.

Thea o Dea è innamorata di un camorrista.
Insomma, si sono trovati.

Il film, dunque, sfrutta la storia d’amore frivola (che poi è la più grande pecca del film ma chiudo un occhio perché per il resto, l’opera, è un prodotto con le palle) fra Thea ed il camorrista per riportare il personaggio interpretato da Zingaretti alla realtà dura e pura. La vicenda arricchisce la trama e ha la particolarità di farci domandare fino a che punto può spingersi un genitore
per proteggere il figlio/a. Perez combatte come un disperato, è un povero diavolo che ogni mattina si guarda allo specchio e vorrebbe sputarsi in faccia. Non decide la sua vita, viene trasportato dagli eventi, e la cosa va avanti fin quando non entrano nella sua quotidinaità due criminali: da un lato il fidanzato della figlia e dall’altro Luca Buglione, un boss della mala che chiede di essere difeso dal nostro. Badate, Buglione non lo sceglie perché lo reputa migliore degli altri. Egli lo sceglie per sfruttarlo, sà bene quale sia la sua situazione e gioca con lui come farebbe un gatto con un topo. Disperato, e preso per le palle, non gli resta che accettare una proposta del boss. Passa così dal mondo della legalità a quello dell’illegalità e nel mentre la relazione della figlia prende una strada pericolosissima. Il film l’ho trovato valido ma non è esente da punti morti: dalla storia d’amore fra la coppia alla recitazione di Thea (Simona Tabasco) passando per la metamorfosi improvvisa del protagonista che si vede esperto domatore di tori… ma non era un avvocato fallito ? Situazioni che fortunatamente vengono smontate dai punti forza del film. Il grande punto forza dell’opera è la regia, il regista gioca molto con i carrelli, si sofferma sulle emozioni e le espressioni degli attori (primo piano vano quando ci si concentra su Thea ma OK); il secondo punto a favore del film è senza dubbio una fotografia da cartolina, è pulita e sempre valida; il terzo punto è il personaggio di Zingaretti che neanche a dirlo è il motore primo del film, ed in parte il presonaggio Corvino. Tirando le somme ve lo consiglio, a livello tecnico alcune inquadrature mi hanno ricordato il Melville de “Le Samourai” anche l’etica mi ha ricordato Melville. E’ un prodotto pensato per l’Italia che stringe l’occhio agli States, infatti già si parla di un remake a stelle e strisce.

DonMax

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