Recensione su Per un pugno di dollari

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Rampa di lancio / 4 Giugno 2013 in Per un pugno di dollari

Leone sale sul sentiero della Gloria, aprendo il primo capitolo della Trilogia del Dollaro. Siamo ancora nella fucina delle meraviglie, ma già da questa pellicola si capisce che lo spaghetti-western firmato da questo regista sarà una cometa luminosissima nel firmamento del cinema, con il suo apogeo nell’inarrivabile C’era una volta il West. Del resto, questa è stata la rampa di lancio, oltre che di Leone, di un paio di signori che di nome fanno Clint Eastwood ed Ennio Morricone (il quale arrivava dai dignitosi western di Caiano).
Lo Straniero senza nome, chiamato anche Joe, è memorabile; Volonté non mi ha mai convinto troppo, invece spendo volentieri i miei five cents per l’illustre sconosciuto Sieghardt Rupp, che nel film faceva il fratello Rojo dalla risata cretina, il quale non ha fatto una gran carriera, ma aveva la faccia giusta per i leggendari primi piani leoniani. Marianne Koch invece recitava come una stalattite, artificiosa e immobile come i suoi due occhioni blu elettrico.
Se vi capita, guardate qualche spezzone di film in lingua originale, singolarmente babelico. Assisterete ai dialoghi di Eastwood in americano, Volonté in italiano e José Calvo in spagnolo; buffo, praticamente se la recitavano da soli.
Molto interessante l’intervista a Tonino Valerii (assistente alla regia di Leone, e regista di alcune ottime pellicole di genere) nei contenuti extra del dvd.

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