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Recensione su PEEPLI [Live]

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23 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Yeppa! Il film indiano, dai che andiamo, anche se non è un musical perché purtroppo e per fortuna non è una grande produzione di Bollywood. Cioè cinema indipendente indiano? Ma onore! Sticazzi, anche!
É la storia di due fratelli fancazzisti agricoltori poverissimi in una regione dell’India rurale (poverissima pure lei) che, dopo aver scoperto che si può così ottenere un risarcimento statale, per non farsi prendere la fattoria per debiti decidono che uno dei due deve morire. Il più stupido, che ha anche famiglia, viene convinto dall’altro a suicidarsi. Ma lo dicono in giro. Da qui parte una valanga che assume proporzioni sempre maggiori, la notizia viene ripreso da un telegiornale, poi da un altro, si ritrovano ad avere decine di troupes televisive nel villaggio che non aspettano altro che di sapere se Natha morirà o no. E conseguenze politiche, perché il periodo è di elezioni e prima i bassi livelli dei partiti se lo contendono, e via via a gradini sempre più alti, Natha diventa simbolo dell’India delle masse di reietti la cui esistenza è strozzata dai regolamenti e da una classe politica che si mostra solo quando c’è da chieder voti, i leader vanno a dargli appoggio morale ecc. I due e la loro famiglia, che son solo stupidi e ignoranti, finiscono travolti e spazzati via da tutto il trambusto che monta davanti ai loro sguardi attoniti, mentre il film vuole essere una satira della società indiana e dei due sistemi, sia quello mediatico che quello politico, a partire dal dato reale delle migliaia di contadini che si sono suicidati a cavallo del millennio per ottenere quell’altrettanto reale risarcimento per sfamare un poco la famiglia.
Così a occhio la società indiana ha qualche problema, se le sue persone migliori sono i contadini che, pur se ignorantissimi, sono gli unici a conservare una qualche innocenza o moralità, mentre le alte ed altre sfere della società fanno e disfanno tutto in nome della persistenza al potere. Alla fine Natha muore in un’esplosione, e il governo nemmeno dà alla famiglia il sussidio obbiettando che non sia suicidio. Ma in realtà non muore, c’è uno scambio di persona, e lui scappa e se ne va, a ricominciare una vita nuova di altrettanti stenti e a lavorare come muratore in una delle città satelliti di Bombay. Il che fa capire da un lato che non c’è speranza e dall’altro che, hey, cazzo, ma è come Il fu Mattia Pascal!
Sì, però non ho spiegato bene. Fa ridere (spesso). Pur con qualche difetto, ma è una commedia. Ora sì che si capisce:D

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