Recensione su Pater Familias

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20 Aprile 2013

Pater Familias.

Nell’antica Roma, il Pater Familias era colui il quale aveva il primato sui figli, sulla moglie, sulle mogli dei figli, sugli schiavi, sul bestiame. Il Padre Padrone.
Duemila e rotti anni dopo viene girato un film chiamato Pater Familias per l’appunto. Il fatto è che degli antichi successi o splendori Romani niente è presente nella pellicola. Il titolo rimanda a una situazione di sottomissione, poiché i protagonisti sono tutti sottomessi chi più o chi meno, quando a un padre padrone (dal titolo) che sputa in faccia alla figlia incinta a suo avviso “zoccola”, quando a una coppia di genitori che sperperano i soldi guadagnati col sudore e col sangue dei figli, o più in generale alla quotidianità. Una quotidianità all’insegna della violenza sia dentro la famiglia che fuori. E’ una violenza verbale e fisica. Nei quasi 90′ minuti la pellicola mostra un contesto dove le risse, le coltellate, le sparatorie, gli insulti e le bestemmie sono la normalità. Questo è il film che ha sconvolto il Festival di Berlino nel 2003, lo ha sconvolto perché Berlino e la Germania in generale non sono l’Italia.
La Germania non è preparata psicologicamente alla giornata tipo dei ragazzi in questione e non sto dicendo che a Berlino non ci sia corruzione/degrado/i problemi nelle periferie/violenza.. ma l’aria che si respira all’interno della pellicola è di un degrado morale e sociale semplicemente indescrivibile. I ragazzi protagonisti crescono in un ambiente che colpisce, trasforma, distrugge tutto quello che tocca. Essi arrivano ad un punto che, coscienziosi del loro livello e stile di vita, se ne vogliono andare al Nord. Intanto bisogna dire come lo spettatore venga gettato con violenza in un contesto violento.
Siamo in un paesino (credo) nei pressi di Napoli e nei primi minuti vediamo i personaggi principali mentre bruciano dei cassonetti pieni di immondizia, per l’azione fatta vengono rincorsi da un prete, intenti a rapinare un piccolo negozio poi (evento che porta la morte di un loro amico, la morte del tipo è semplicemente assurda), uno viene ucciso da una gang di giovani teppisti, un altro momenti non stupra una ragazza… Questi pochi eventi descritti sono dei lunghi flashback del protagonista, unico superstite del gruppo, il quale cerca di cambiare la sua vita e di fatti ci riesce dopo anni di assenza dalla località in questione. E’ tornato per un fine nobile, quello di salvare la donna della sua vita. Happy ending finale ? Oppure no ?

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