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Recensione su Passengers

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2 settembre 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bah… Tra le tante cose, da operatore sanitario, mi chiedevo perchè mai le manovre di rianimazioni del computer medico dovevano essere autorizzate da un medico, quando anche oggi chiunque può usare un defibrillatore semiautomatico senza nessuna autorizzazione (e per fortuna che sia così)?
E ancora, in una nave dove sono tutti ibernati, non c’è la possibilità di ibernare se per caso uno dei passeggeri si risveglia (evento non previsto, ma dai…)? A che servono le luci accese quando tutti dormono? A che servono i monitor dei computer a segnalare i guasti se nessuno può vederli? Il risparmio energetico non dovrebbe essere una priorità? 5000 e più passeggeri e una sola cabina di resurrezione?
Insomma, un po’ di logica narrativa? Alcune trovate, sono palesemente senza giustificazione se non quella di incrementare l’effetto drammatico che però in questo modo risulta troppo artificioso.
Peccato, perchè Il voler mostrare e spiegare quanto sia impossibile viaggiare nelle immensità dello spazio in una sola vita è uno spunto interessante. Il viaggio dura novanta anni. Si perde contatto con il luogo d’origine. Se mai decidessero di tornare, troverebbero una Terra molto diversa da quella che hanno lasciato. Tutti questi temi mi sembra che però restino in superficie.

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