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Recensione su Sarà il mio tipo?

/ 20146.122 voti

Pellicola dai silenzi ben calibrati, abili a schiudere gli attimi ancor prima delle parole. / 20 agosto 2015 in Sarà il mio tipo?

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Commedia dalle tinte drammatiche in cui si snoda il parallelo fra due classi sociali diametralmente opposte, incarnate da un professore di filosofia, Clément, dedito al mondo della cultura e agli agi dettati da un ambiente come quello parigino, e Jennifer, parrucchiera di provincia , incline a piaceri tipicamente più popolari.
Questo adattamento del romanzo di Philippe Vilain inizia tendendo la mano al più classico dei cliché, quello dell’amore osteggiato dalle barriere culturali, esplorando però nel prosieguo le due diverse nature dei protagonisti, forse mai convergenti o vicine ad un mutuo accordo di felicità.
Emozione che non si insinua nel cuore dell’apatico professore, più impegnato a citare Kant e a trovare analogie con i suoi scritti, che ad intrattenere un solido legame con la bella e solare Jennifer. D’altro canto è proprio la natura austera ed imperturbabile del caratterista maschile a donarle più colore, nonché maggiore profondità.
Difatti non si può che ergerla ad ‘’Arianna abbandonata’’, sebbene sia lei a lasciare l’indifferente compagno, in quanto mai amata veramente da quest’ultimo, se non in funzione di un eros più proteso all’attrazione sessuale che a quello che tiene avvinto due animi, anche se opposti.
Da sottolineare l’estrema bravura di Emilie Dequenne, perfetta nel ritrarre la solitudine, ma soprattutto la forza di una donna, abile a reinventarsi anche quando la felicità sembra tradirla.

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