Recensione su Parked

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23 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questa forse era tipo un’anteprima mondiale galassiale ecc, di questo film irlandese, con questo tizio dal faccione tipicamente irlandese, che è un attore irlandese very famous, in Irlandia, nella parte di un uomo di mezz’età che dopo non aver raccolto dalla vita granché torna nella sua terra. Ma non ha nulla, se non una macchina neanche troppo in forma, nella quale vive in un parcheggio a pochi metri dai bordi del mare. Il faccione nuota nella piscina comunale e ripara orologi. Nello stesso parcheggio vive anche un giovane tossicodipendente, nella rispettiva autovettura. Ma è bravo, solo un po’ tossico e coglione, e accompagnerà faccione nel suo tentativo di ricostruirsi la vita, negli iter burocratici (“lei non ha residenza? Allora non possiamo darle assistenza sanitaria” “Ma a me me l’assistenza serve proprio perché non ho residenza!” e così via), infine restituendo al vecchio gioia di vivere e sperare (no, ma scusa che ca**o dico?), anche se finirà come deve finire, in un film, ogni tossico che si rispetti. Le solitudini s’incontrano, il mare fuori è comunque una bella compagnia. Ciò detto, io morirei di freddo quasi subito, ma può anche essere che infilarsi una siringa in una vena tra le dita dei piedi scaldi (ouch >.<).

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