Recensione su Paranormal Activity

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29 giugno 2014

Mi viene da ridere(anche se ci sarebbe da piangere) nel vedere come la gente si faccia fregare in questo modo, ma ciò che mi fa ancor più ridere è il sapere che questa ciofeca girata con la telecamera comperata all’Eurospin(non oso definirlo film, sarebbe un insulto a chi sputa sangue per quest’arte) abbia suscitato vere e proprie crisi di panico negli Stati Uniti(evidentemente sono un popolo di boccaloni, ma anche no).
Quello che maggiormente mi preoccupa è constatare come il fenomeno “The Blair Witch Project” si stia moltiplicando a dismisura, dando vita a cloni impazziti come questi che hanno pure la pretesa di definirsi dei film innovativi.
Un film che non è un film, nel quale non succede nulla per ore, che regala un minimo di sussulto solo nella parte finale(anche se avevo intuito come sarebbe andata a finire già a metà visione…alla faccia dell’imprevedibilità e dell’originalità), un film catalogato come horror ma che di horror non ha nulla, a parte qualche porta che sbatte, qualche passo lungo i corridoi e qualche respiro affannoso(i soliti clichè del genere, in parole povere) e due pseudo-attori che non fanno altro che urlare, piangere e ripetere “Oh mio Dio, ca**o” o l’alternativa “cazzo, oh Mio Dio”.
Una perdita di tempo, ma soprattutto la solita presa per i fondelli in nome del dio denaro.
E poi, lasciatemelo dire, basta con questi filmetti amatoriali(già ci dobbiamo sorbire quelli porno, ci mancano pure questi), sono uno strazio e un insulto per chi il cinema l’ama davvero.

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