2007

Paranoid Park

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Paranoid Park
Paranoid Park

Paranoid Park, a Portland, è il luogo di ritrovo di skater e sbandati, è un posto in cui non è bene andare da soli. Alex, sedicenne di buona famiglia i cui genitori stanno separandosi, è attratto dalla vita che si svolge a Paranoid Park.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Paranoid Park
Attori principali: Gabe Nevins, Taylor Momsen, Jake Miller, Daniel Liu, Lauren McKinney, Grace Carter, Jay 'Smay' Williamson, Oliver Garnier, Winfield Jackson, Dillon Hines, Brad Peterson, John Michael Burrowes, Emma Nevins, Joe Schweitzer, Scott Patrick Green, Gus Van Sant, Christopher Doyle
Regia: Gus Van Sant
Sceneggiatura/Autore: Gus Van Sant
Fotografia: Christopher Doyle, Rain Li
Costumi: Chapin Simpson
Produttore: David Allen Cress, Neil Kopp, Nathanaël Karmitz, Marin Karmitz
Produzione: Francia, Usa
Genere: Drammatico
Durata: 85 minuti

Il genio di Van Sant / 5 Marzo 2013 in Paranoid Park

Colpisce ancora Gus, dopo "Elephant" ritorna a parlare di disagio giovanile e problemi adolescenziali in una nuvolosa e cupa Portland. A tratti un po' lento, forse, e un po' confusionario causa continue analessi/prolessi. Da vedere!

1 Gennaio 2013 in Paranoid Park

Gus Van Sant torna a parlare del disagio giovanile, o meglio, delle problematiche esistenziali dei giovani americani. Apatia, problematiche nei rapporti sentimentali -da non confondere con le storie di cuori infranti che riempiono il cinema classico per teenager- mancanza di ideali e di punti di riferimento negli adulti. Il regista cerca di mostrare uno... continua a leggere » spaccato di vita senza spingere ad una critica e senza cercare una soluzione: vuole solo mostrare quello che accade nella mente di un ragazzo.
Interessante la narrazione non lineare -che non è certo una novità- anche se a mio parere è troppo frammentario e a tratti rende difficile la lettura. Nonostante nel film venga esposta solo la visione del protagonista, il distacco con il quale viene raccontata la storia non aiuta certo lo spettatore ad immedesimarsi nella vita del giovane, si potrebbe quasi definire una visione documentaristica interiore.
Come al solito per i lavori di questo regista, i ritmi della narrazione sono piuttosto lenti ma sempre ben godibili, grazie anche ad una ineccepibile fotografia.

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