Paradiso + Inferno

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Paradiso + Inferno

La lenta ma inesorabile discesa all'inferno di Candy e Danny: legati da un amore limpido e totale e da alte aspirazioni -lui vorrebbe vivere di poesia, lei con i suoi quadri- vedranno i loro sogni infrangersi uno dopo l'altro contro il muro della dipendenza dall'eroina. Tratto dal romanzo di Luke Davies 'Candy: A Novel of Love and Addiction'.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Candy
Attori principali: Abbie CornishHeath LedgerGeoffrey RushTom BudgeRoberto Meza-MontTony Martin, Noni Hazlehurst, Tara Morice, Adrienne Pickering, Nathaniel Dean, Paul Blackwell, Damon Herriman
Regia: Neil Armfield
Sceneggiatura/Autore: Neil Armfield
Colonna sonora: Paul Charlier
Fotografia: Garry Phillips
Costumi: Jodie Fried
Produttore: Margaret Fink, Emile Sherman, Angus Finney, Andrew Mackie, Richard Payten, Michael Whyke, Terrence Yason, Iain Canning
Produzione: Australia
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 116 minuti

24 Marzo 2015 in Paradiso + Inferno

Mezzo voto in più per aver citato “Lo Specchio” di Tarkovskij.

Once upon a time, there was Candy and Dan. / 18 Novembre 2012 in Paradiso + Inferno

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lui (Heath Ledger), fascinoso delinquentello senza famiglia, aspirante poeta. Lei (Abbie Cornish), splendida e raggiante fanciulla con qualche dote da artista.
Candy & Danny dunque. Due ragazzi chiusi in una stanza circolare che girano.. girano, schiacciati dalla forza centrifuga, sulle pareti del loro amore, inebriati e storditi dalla potenza di quelle meravigliose emozioni.
Felici, sorridenti.. e tremendamente innamorati. Nel torpore di un abbraccio, lei lo guarda e lo bacia dolcemente, mentre lui le sfiora i capelli dorati e l’osserva come se fosse l’unica donna esistente sulla Terra. Tenerezza a palate.
Ma Candy e Danny non si trovano sulla Terra; hanno i piedi in Paradiso, come recita la didascalia che apre la sequenza. In un mondo ovattato e sereno, in cui non c’è spazio per nessun altro, se non per loro.
“Vivevamo di sole e barrette di cioccolato […] Anche il cielo era felice”.

Questa è la storia di Candy & Danny e della cruda fiaba metropolitana che racconta del loro legame, tanto forte da azzardare la condivisione più totale, quella che spinse Candy a farsi per la prima volta. “Voglio provarla come fai tu questa volta”. Un gesto “d’amore estremo” che li scaraventerà lentamente verso il vuoto dell’esistenza. Verso la materialità della vita e il bisogno incessante di soldi per farsi.
“Danny il temerario, Candy è scomparsa.”

Quello che era il Paradiso, diventerà Terra.. e poi Inferno. Una sorta di linea temporale che scandisce il percorso e il conseguente declino dell’amore di Candy e Danny, e di loro stessi.
Ma finché c’era il loro Amore e il piacere massimo dato dall’eroina null’altro sembrava importare.

Erano riusciti a trovare il collante segreto che teneva insieme ogni cosa, in uno spazio perfetto dove non esisteva rumore, il loro mondo era completamente pieno, così dicevano.. almeno inizialmente (memorabile la scena della piscina! La migliore del film).

Ma la storia raccontata da Paradiso+Inferno (titolo inventato da noi italiani, dato che quello originale è semplicemente “Candy”), tratto dal romanzo “Candy: A Novel of Love and Addiction” di Luke Davies, è la drammatica storia di un amore sbagliato. Un amore destinato a svanire nel tempo, a cancellarsi come una scritta rabbiosa scarabocchiata sul muro col rossetto.

Percorreremo insieme ai protagonisti un viaggio travagliato e sofferente, che inevitabilmente ci coinvolgerà nei fatti di vita quotidiana di questi due giovani tossici, costretti a vendersi dignità.. e il corpo per assecondare il bisogno impellente.
“Il mondo è una favola sconcertante per un tossico”.
Sprofonderemo sempre più in basso, giorno dopo giorno, mese dopo mese, come se non fosse già abbastanza terribile la vita che stiamo vivendo con loro. E “i fatti” non aiuteranno di certo.

Ma la Terra che già a stento reggeva il mondo di Danny e Candy, era ancora destinata a franare, e a farli cadere verso il fondo del barile, verso l’approccio con la disintossicazione.
Un aborto. Litigi. Crisi d’astinenza. Mancanza di soldi e ancora soldi. Verso l’Inferno di un malessere incontrollabile, di un esaurimento nervoso, della rottura con il passato.

Un trasloco e via da tutto. Ma non basta scappare e non bastano le spighe dorate o un lavoro a risollevare una situazione ormai destinata allo sfracello. Inutile illudersi che si può tornare indietro. Non si può sfuggire da ciò che è stato.
“Poi si è creato un baratro tra noi e l’intero mondo è andato in pezzi. Questo è il problema. Questo, è ciò che abbiamo vissuto.”

E da qui ecco il finale di Paradiso+Inferno. Il miglior finale che si potesse dare ad una pellicola del genere, che ho apprezzato molto, anche se non è di certo un capolavoro di contenuti e originalità. Un’inevitabile rottura, una porta che si chiude nel silenzio di chi potrebbe risollevare da sotto la polvere una minuscola briciola di speranza. Forse l’ultima, per un futuro migliore.

Ma Paradiso+Inferno è un film ben fatto a mio avviso (nonostante le TROPPE SIRINGHE CHE SI VEDONO, AARGH sono ago fobica D:) con temi forti sviluppati bene, almeno fino ai primi due atti. L’ultima parte è più trascurata, più ricca di banalità e luoghi comuni, che comunque si perpetuano in tutto il film, ma senza ostentazioni fastidiose.

Incantevole il cambio di sguardo, visibile soprattutto in Candy, occhi che durante il “periodo dell’abbondanza” brillano d’amore, gioia e vitalità, ma che si spegneranno progressivamente in un rossore disperato, in una lacrima trattenuta, in un gesto d’affetto sbiadito. Il veleno nel sangue corroderà dall’interno corpi e anime, appesantendo sempre più l’atmosfera, con ansia, scatti d’ira, astinenza sempre più pressante e insopportabile, distruggendo tutto.
Bravissimo anche Heath Ledger che sa trasmettere il senso di colpa per aver “rovinato la vita di Candy” in ogni suo gesto.

Peccato che i background dei protagonisti sia poco sviluppato. Lei ce l’ha con la famiglia, che apparentemente sembra normale, ma non si sa perché. In una scena butta lì un “Stringo i pugni da quando avevo sei anni!!!”.. ma nessuno saprà mai perché (probabilmente nel libro lo spiega).

Un appunto negativo va al doppiatore di Heath Ledger che io DETESTO. Adriano Giannini, ma che ca**o di voce hai!? Sembri un robot! Eri ok per il Joker, ma per un tossico sempre fatto e barcollante no!!!

Comunque: Paradiso+Inferno è la perfetta descrizione di un declino. Un film pesante, crudo, d’impatto.
Ho letto che qualcuno l’ha definito lento. Si è lento, certo. Nessuno cade così in basso in un baleno. E’ un declino sofferto e sentito. Da nodo in gola e mal di stomaco. Con un brano appartenente alla colonna sonora che ho ascoltanto fino alla nausea e che è riuscito a farmi star male: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Hh8B6PRx4qU

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27 Agosto 2012 in Paradiso + Inferno

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho adorato questo film che, tutt’ora, rimane uno dei più belli che abbia mai visto. Struggente, l’inesorabile scorrere del tempo e la suddivisione in “Paradiso” ed “Inferno” ha reso perfettamente l’idea del declino della coppia e dei singoli protagonisti. Non è la classica storia d’amore, è un film che a tratti potrebbe rivelarsi pesante dal punto di vista emotivo, tuttavia lo consiglio vivamente.

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