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Recensione su Paradise Beach: Dentro l'incubo

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Niente male! / 1 aprile 2017 in Paradise Beach: Dentro l'incubo

Dopo un discreto film come “Non-Stop” Collet-Serra continua proponendo un titolo ancora migliore. Devo dire che l’idea di vedere il solito squalo mi aveva subito fatto pensare all’ennesimo clone del celeberrimo film di Spielberg, ma per fortuna non è stato questo il caso. La protagonista è Blake Lively che è una giovane texana appassionata di surf che si reca in una pressoché deserta spiaggia messicana. Le cose però precipitano quando si accorge che una balena morta è in quella zona. Il cetaceo attira un gigantesco squalo bianco che la ferisce in modo serio. La ragazza è costretta a cercare riparo su uno scoglio, lottando contro il dolore, lo squalo, la paura e il tempo. La marea infatti scenderà, e lì dovrà per forza vedersela con il gigantesco animale. Oltretutto non può contare sull’aiuto di nessuno, visto che i pochi presenti fanno presto una brutta fine. Con lei solo un gabbiano ferito (sarà mica quello colpito da Iannone?). Scherzi a parte a me il film è piaciuto, certo non è un capolavoro ma riesce a tenerti incollato -merito sicuramente anche della brevissima durata del film- e crea davvero una buona tensione. Effetti speciali a tratti non eccelsi devo dire, ma ci si può passare sopra, magari è solo un’impressione mia, visto che comunque ho trovato il resto ben curato. Brava anche la Lively. Insomma, un film che consiglio tranquillamente a tutti: scorre bene, c’è la giusta tensione e si vede volentieri.

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