Recensione su Papillon

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Steve dietro le sbarre / 24 Marzo 2011 in Papillon

Oggi compirebbe 81 anni, ma se n’è andato 30 anni fa e lo ricordiamo, oltre che per la sua vita al di là del limite, per i suoi personaggi duri ed affscinanti. Il vero eroe dello schermo (e non solo), esagerato ed alla continua ricerca dell’emozione pura. Irriducibile.
Proprio come il personaggio di “Papillon”, tratto dal romanzo di Henry Charriere (storia vera di un condannato, innocente, spedito nel bagno penale della Guyana francese a vita, da cui fugge dopo anni di tentativi falliti). Il libro è sicuramente più intenso e articolato del film, che però ripropone in maniera parecchio fedele la storia di quest’uomo disposto a tutto pur di sfuggire ad un destino di sofferenza in un posto dimenticato da Dio. E’ logico che alcune parti sono state tagliate, ma la storia non si scompone e il ritmo non si perde. Merito soprattutto dell’interprete principale, un McQueen che non teme di mostrarsi invecchiato ed imbruttito, lui che era il prototipo perfetto del bello di Hollywood. Si acciglia, digrigna i denti, soffre ma non molla mai. Subisce e resiste, con la classe e lo stile che solo lui poteva avere. E’ una prigionia molto peggiore di quella di cui è stato vittima ne “La grande fuga”. In “Papillon” si evidenziano soprattutto le condizioni atroci e le vessazioni di cui erano vittime i prigionieri dei campi.
Bravo anche Dustin Hoffman, che fa da contraltare al gigante McQueen.

1 commento

  1. Stefania / 24 Marzo 2011

    L’ho visto solo un paio di volte: l’ho sempre trovato bellissimo.

    Sono ancora vivooooooooo!

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