Recensione su Palombella rossa

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Palombella Rossa / 17 Maggio 2020 in Palombella rossa

“Palombella Rossa” è forse il film che mette più in evidenza lo stile di Nanni Moretti: un film nevrotico, pieno di tic, ossessioni e passione politica. Moretti usa la metafora della palombella per indicare il declino di un certo modo di intendere la politica: l’ideologia comunista, come la palla, sta declinando, bisogna tirare il rigore ” a destra”. Un film “di linguaggio”: “le parole sono importanti” dice Michele Apicella(l’alter ego Morettiano) nel film, ed in questa pellicola ciò si evidenzia in maniera netta ed esplicita. Il modello felliniano si nota in numerosissime scene(il ritorno all’infanzia, la scena quasi onirica dove tutti cantano “E ti vengo a cercare” di Battiato), ma viene declinato in chiave esplicitamente politica, quando invece il regista romagnolo cerca una via più personale. Laddove 8 e 1/2(film di valore ben più alto, ovviamente) mira a descrivere la crisi di un uomo, “Palombella Rossa” è il racconto di una crisi generalizzata di valori, sistemi di riferimento etici e politici a cui non c’è nessuna soluzione se non un ingenuo ritorno ai vecchi valori della sinistra(anche se la scena finale è carica di ironia, nel tipico stile di Moretti)

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