Recensione su Pacific Rim

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8 aprile 2015

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho deciso di vedere Pacific Rim al cinema, e possibilmente in 3D, più o meno a metà del trailer: non avevo capito affatto di che cosa parlasse (era in inglese e molto concitato), tranne che sembrava un mix tra Evangelion e Godzilla e questo mi è bastato per avere aspettative altissime.
Che sono state ampiamente ripagate.
Lo dico chiaramente: sono entrata nel cinema con l’intenzione di vedere dei robottoni che si picchiavano fortissimo con dei mostri, la trama era un aspetto nettamente secondario, e sono rimasta estasiata per il primo punto e piacevolmente sorpresa per il secondo.

L’esperienza non è iniziata nel modo più esaltante… ci siamo persi il prologo a causa di un problema con la pellicola: non funzionavano gli occhiali 3D, e mentre si cercava di avvisare qualcuno il film continuava. Speravo che avrebbero ricominciato da capo, ma a quanto pare i primi cinque minuti me li vedrò a casa.
La trama è semplice: gli alieni attaccano dall’oceano. Una premessa un po’ strana, ma dopo aver visto una foresta-drago che attacca la Terra dalla Luna sono fondamentalmente aperta a tutto. Gli umani, per contrastarli, creano gli Jaeger, mecha guidati da due piloti in connessione neurale che combattono come una sola persona. Poi però Kaiju imparano non solo a contrastare i robot, ma soprattutto che se attaccano a ripetizione non c’è il tempo di ricostruitli. E quindi noi, nel film, assistiamo all’ultimo contrattacco, quello che se fallisce siamo morti perchè non c’è più fisicamente nessuno a poter combattere.
Il film è costruito in modo molto intelligente, come un lungo tributo ai film e agli anime di distruzione di massa (specialmente giapponesi): è di base possibile prevedere il 90% del film… e la cosa non mi ha dato minimamente fastidio perchè era troppo figo da guardare. Insomma, Del Toro ha dimostrato di sapere perchè e per come i classici espedienti narrativi funzionano, e che se sei consapevole di quello che stai facendo è possibilissimo costruire un film divertente anche se non ha plot twist ogni cinque secondi e mezzo.
Tra l’altro è stato bravissimo con i personaggi: il film non vuole (e non può) approfondirli tutti. Quindi come fare a rendere interessanti anche i poveracci di contorno? Semplice: li fai stilosissimi ed esageratissimi.
Poi certo, ci sono anche i protagonisti che se la cavano alla grande, grazie ad una sceneggiatura che non cerca di strafare e a buoni attori: Charlie Hunnam, che interpreta il protagonista Raleigh, l’avevo visto un po’ in Sons of Anarchy e si è confermato parecchio in gamba. Idris Elba è un grande e già lo sapevo. Rinko Kikuchi non l’avevo mai sentita nominare, ma è convincente come Mako, personaggio di cui parlerò tra poco.
Insomma, i personaggi sono scritti in modo intelligente, spesso con tratti da caratterista quando non in primo piano, ma fortunatamente non macchiesttistici.
A colpirmi di più è stata Mako Mori, la protagonista femminile. Un po’ perchè è uno dei personaggi di cui vengono spiegate meglio le motivazioni, ma soprattutto per come è stata trattata dagli sceneggiatori: Mako è una delle pochissime protagoniste adulte a non essere sessualizzata in nessun modo. Che sia una donna non ha nessuna rilevanza per la trama: Mako è per prima cosa un soldato, e come tale viene trattata. Sono in primo piano le sue capacità, non le sue tette.
Mako non è l’anello debole della catena, né la soluzione a tutti i problemi: è il pilota con più talento, ma anche quello con meno esperienza, e pertanto riesce a spiccare solo se affiancata a qualcuno di più esperto. Quando Raleigh mena a sangue un pilota che l’ha insultata non lo fa quando la chiama novellina o incapace, ma quando le da della sgualdrina. Quando la insulta perchè è una donna.

Alla fine, però, la parte più appagante del film sono i combattimenti: sono realistici da morire, ci credi davvero che abbiano costruito dei robottoni del genere per girare il film. Sono bellissimi, e si rompono un sacco quando combattono. Gli alieni anche sono parecchio fighi, e hanno dei nomi in codice tamarrissimi. E se le danno di santa ragione, senza badare ai danni collaterali, e le scene sono girate in modo che riesci a capire tutto quello che sta succedendo, tutti i colpi che vengono sferrati, e con la profondità del 3D sembra quasi di essere lì davvero.
Poi certo, buchi di trama ce ne sono, e non vincerà mai l’oscar come miglior film, ma come ho detto è un film con dei robot giganti che combattono contro dei mostri alieni. Il suo lavoro lo fa più che bene. E poi c’è la colonna sonora che merita tantissimo.

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