Recensione su Orizzonti di gloria

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24 Aprile 2013

Quello che passano i soldati del film è un evento realmente accaduto, non solo la I W.W ma anche l’episodio che li riguarda da vicino. Kubrick infatti riprende una vicenda accaduta alla 21ª Compagnia dell’esercito francese meglio nota come “Il caso dei caporali di Souain”. Un generale diede l’ordine di aprire il fuoco sulle sue stesse truppe poiché esse si rifiutarono di uscire dalle trincee per reaizzare quello che era un attacco impossibile. Il fuoco non venne aperto e vennero processati quattro soldati a scelta, mandati al plotone di esecuzione. Il giorno dopo arrivò la lettera che stabiliva una pena diversa, quella dei lavori forzati. Nel 1957 il regista rielabora la vicenda, prese spunto da un romanzo intitolato proprio Orizzonti di Gloria, per farne una pellicola.
Sono molti i temi che emergono, la guerra, la trincea e il degrado, lo sporco, lo squallore nelle stesse, la situazione di stallo. Lottare per conquistare pochi metri di suolo, l’uso di nuove armi come lanciafiamme e gas. Un mondo militare distante dai propri soldati abilmente criticato dal regista.
La paura, il delirio, lo shock da bomba o da granata che ti rendeva incapace di agire o combattere per salvare la pelle tua e dei tuoi commilitoni, il coraggio di un uomo da un lato, la cecità di molti dall’altro.
Siamo nel 1916.
L’avanzata tedesca, inarrestabile durante i primi tempi del conflitto, è oramai ferma, immobile.
Un conflitto statico, la guerra da trincea, è quello che abbiamo ai nostri occhi. Dimenticatevi delle campali.
I protagonisti della vicenda sono dei poveri diavoli e un generale ambizioso, troppo ambizioso, i Francesi e i Tedeschi. Il Generale per motivi personali (la promozione) ambisce alla conquista di una zona nemica, inespugnabile a quanto pare.
Il Colonnello Dax (Kirk Douglas) è consapevole di quanto sia ardua l’impresa e cerca in tutti modi di distogliere il Generale dall’operazione suicida.
La parola del Colonnello contro quella del Generale.
Due pesi, due misure, tanto che l’azione avviene e indovinate un po’ ? Le perdite, le fughe, addirittura i rifiuti di uscire dalle trincee sono enormi.
Durante le guerre, gli atti di diserzione o di codardia vengono puniti. Più l’evento è grave più la punizione è grave. Così mentre il Generale in questione vorrebbe “processare” (uccidere) 100 soldati random, un suo superiore gliene concede 3. La cosa assurda è che fra i tre ve n’è uno senza colpe anzi la sua unica colpa è quella di esser più corretto di un superiore; un altro è semplicemente un outsider, un asociale e l’asocialità è vista come debolezza da punire; l’ultimo invece è un prode soldato.
Ma chi dovrebbe essere realmente processato ? La scelta dei tre è lasciata al Destino, non sono loro i colpevoli del fallito attacco. L’operazione è da suicidio, da pazzi come pazzo è il generale che l’ha ordianta. La condanna dei tre e la loro morte è solo questione di tempo ma il comportamento del Generale non sarà dimenticato né dal Colonnello né dai suoi superiori e allora…

DonMax

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