Recensione su Open Water

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23 maggio 2015

Una coppia in carriera. Una vacanza tanto desiderata quanto rimandata nel tempo a causa degli imprescindibili impegni lavorativi di lei. Un paradiso tropicale che si rivelerà ben presto per la giovane coppia un incubo. Entrambi appassionati di subacquea, si uniscono a un gruppo di turisti per una gita su un battello in mare aperto. I due sposini, incautamente, si allontanano dal gruppo e vengono così abbandonati in mezzo all’oceano. Sarà una dura lotta per la sopravvivenza, perché si sa, il mare dentro di sé nasconde insidie infinite…
PCome ho già scritto in precedenza non ho mai amato i film a basso costo e girati con le telecamere amatoriali, questa volta però devo dire che sono rimasta davvero colpita, questo “Open water” è un film di una bellezza quasi snervante, di un fascino psicologico e apocalittico che da tempo mancava sui grandi schermi, un film quasi mistico, sensoriale, che fa delle paure e della disperazione dei due poveri protagonisti il suo punto di forza.
I dialoghi sono pochi ed estremamente banali, ma sono cancellati da un significato profondo che si cela dietro questa storia purtroppo realmente accaduta, dove quell’immensa distesa d’acqua sta a significare gli errori imperdonabili che spesso compiamo nella vita, le illusioni e le vane speranze che ci portiamo dietro, un mare dove è rinchiusa la vita, dove sono rinchiusi gli amori, i dolori, le emozioni, i rimorsi, i rimpianti.
Un film viscerale e spiazzante, glaciale e angosciante, terribilmente amaro nel suo tragico finale.
Assolutamente consigliato.

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