Recensione su Solo Dio perdona

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let’s flame begin. / 6 Giugno 2013 in Solo Dio perdona

Solo Dio perdona.

Only God forgives.

Con questo film Refn tocca il cielo con un dito.
Aspettavo con ansia l’uscita del titolo, è il più bel film del 2012, con un Goslin bellissimo, bravo a fare a pugni, sicuro il miglior film fatto da quando l’uomo ha inventato la cinepresa. Ah ca**o, deve averlo partorito Cristo.

Avrei proprio voluto che le cose andassero così, ma così non è stato. Ora che ho catturato la vostra attenzione parte la recensione vera.
Aspettavo con ansia Solo Dio perdona, non lo nego, bramavo per la visione della pellicola. Refn, si sa, è un tipo che alla regia ci sa fare.
Porco mondo se ci sa fare, tanto che alcune sequenze (si passa da scene apparentemente calme a veloci in un battito di ciglia), delle inquadrature, delle scene che sono a metà fra sogno e realtà. Bello il gioco luci-ombre, i silenzi e l’amplificazione dei passi, i piani sequeza, bello, bello tutto, veramente eh ma… alla fine ? La pellicola è ambientato a Bangkok. In una scena vediamo dei grattacieli, ingannevolmente meravigliosi, essi danno l’allettante illusione della perfezione.
L’allettante illusione della perfezione è questo che si prova durante la visione della pellicola. Scavando nel profondo infatti, il film, l’ho trovato volutamente pretenzioso. Cosa davvero voleva fare Refn ? Sicuro tirare le somme dei lavori fatti.
La domanda viene da sé, c’è riuscito ? Badate, il film non l’ho trovato brutto, si lascia guardare e come dicevo stilisticamente è impeccabile, brillante. Stringendo però, lo ripeto, secondo me è solo ed unicamente apparenza.
I protagonisti sono Ryan Goslin, il quale interpreta Julian, il proprietario di una palestra di Muay thai. In realtà, il nostro sta alla Muay Thai come Adolf Hitler alla pace nel mondo.
Questa è un’attività di copertura gestita assieme al fratello attivista nel campo del turismo sessuale oltre a quello dello spaccio in modo scientifico di droghe quali cocaina ed eroina. Ci immergiamo nel mondo della micro-criminalità, della prostituzione giovanile e minorile, della giustizia fai da te. Il fratello di Julian ha la brillante idea di uccidere una ragazza minorenne. Un ex-poliziotto, un Punitore orientale, una pseudo divinità che tutto e tutti giudica è coinvolto nell’omicidio del fratello di Julian. Contemporaneamente arriva in Thailandia la madre dei due occidentali, ella chiede vendetta. Non capendo, forse facendo finta, che il fratello se l’è cercata. Il personaggio della madre, dopo quello di Chang, è quello che più mi è rimasto.
La biondona infatti è marcia, sia dentro che fuori, tanto da non stupirci se i figli hanno preso quella strada. Tutta la pellicola è un rincorrersi fra gatto e topo, una serie di torture, scene violente e una in particolare quella dove il Punitore Chang infila un coltello nell’orecchio di uno sgherro e improvvisamente si sente solo fischi
e parole mute. Uno dei due schieramenti capirà che il nemico da affrontare è inarrestabile, si è di fronte al Cavaliere Nero e al Cavaliere Nero tu non gli vai a rompere le uova nel paniere…

DonMax

12 commenti

  1. yorick / 6 Giugno 2013

    “Stringendo però, lo ripeto, secondo me è solo ed unicamente apparenza.”

    Pare che Refn stia tutto qui. Il suo penultimo Drive, per esempio, non è altro che una gran bella apparenza che nasconde una trama già scritta e già vista.

  2. Twelve Reasons To Die / 6 Giugno 2013

    ti sbagli alla grande @yorick, l’unica cosa che ha dato kant alla contemporaneità è il dr.mabuse, senza il quale tu nemmeno esisteresti.

    • yorick / 6 Giugno 2013

      @drmabuse, e chi ti ha detto che esisto?

      • Twelve Reasons To Die / 6 Giugno 2013

        ma che mi frega se esisti oppure no.
        esisti per me, è quanto mi basta postulare, ovvero, la mia esistenza.
        c’è un mondo là fuori???
        ben venga, lo lascio ai vari xxxxx e xxxxxxxx e xxxxxx

        • yorick / 6 Giugno 2013

          “Esisti per me, è quanto mi basta postulare, ovvero, la mia esistenza.”

          Sei retrogrado, @drmabuse. Dopo Kant, pensavo che saresti andato avanti, non tanto, ma almeno fino a Schopenhauer… e invece mi diventi cartesiano. Complimenti.

          • Twelve Reasons To Die / 6 Giugno 2013

            ma che cartesiano.
            ti satelmente rintriciullito con i post strutturalisti che non sapresti riconoscere un cartesiano da uno stirneriano.
            dico solo che non mi frega niente di te o dell’altro e del pensiero che non sia il mio pensiero.
            io sono l’Unico e io applico la mia volontà a me stesso e formo il monfo intorno @yorick

          • yorick / 6 Giugno 2013

            Il che è cartesiano, @drmabuse. Nonché abbastanza fascista, totalitarista e assolutista. Ma vabbé, ormai siamo a questo punto: ora correggo il libro di Storia e, tra Mao, Stalin, Pol Pot e Hitler, inserisco anche te 🙂

  3. DonMax / 7 Giugno 2013

    @yorick, Drive non mi colpì.

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