Recensione su Ondine

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Ondine: cortocircuito fiabesco / 10 Febbraio 2015 in Ondine

Bell’idea di Jordan (di nuovo alla sceneggiatura: non vi si dedicava dai tempi de La moglie del soldato), ben resa, costantemente in bilico tra apparenza e sostanza.
Il tono fiabesco è ben calibrato, assume toni perfino disturbanti, grazie all’uso dei cromatismi e dell’elemento acquatico infido.
Godibile e fascinoso, nonostante una certa confusione nella seconda metà del film.

Candidato agli Oscar di quest’anno, c’è il film animato di un altro irlandese, Moore, intitolato Song of the Sea, che parla proprio di selkie, le donne-foca della tradizione dei mari del nord.
A causa del nome “Ondine”, però, non ho fatto che pensare alle fate dei fiumi raccontate da Yeats nelle sue raccolte di fiabe irlandesi. Un cortocircuito favolistico, insomma.

Al “feticcio” Stephen Rea, Neil Jordan riserva un ruolo secondario, ma abbastanza necessario.
Farrell sempre troppo corrucciato per i miei gusti.

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