2010

Ondine

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Ondine
Ondine

Un'affascinante e misteriosa ragazza, Ondine, finisce dentro alla rete di un pescatore, Syracuse, che vive in un piccolo villaggio irlandese, Castletownbere. Lei non vuole essere vista da nessuno, e allora lui la nasconde in una casa isolata, ma il loro segreto non durerà a lungo.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Ondine
Attori principali: Colin FarrellAlicja Bachleda-CuruśDervla KirwanAlison BarryMarion O'DwyerTony Curran, Mary O'Shea, Gemma Reeves, Stephen Rea, Norma Sheahan
Regia: Neil Jordan
Sceneggiatura/Autore: Neil Jordan
Colonna sonora: Kjartan Sveinsson
Fotografia: Christopher Doyle
Produttore: Ben Browning, Neil Jordan, Ned Dowd, Michael Maher, Peter Rawlinson, James Flynn, Morgan O'Sullivan
Produzione: Irlanda, Usa
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 111 minuti

Ondine: cortocircuito fiabesco / 10 Febbraio 2015 in Ondine

Bell’idea di Jordan (di nuovo alla sceneggiatura: non vi si dedicava dai tempi de La moglie del soldato), ben resa, costantemente in bilico tra apparenza e sostanza.
Il tono fiabesco è ben calibrato, assume toni perfino disturbanti, grazie all’uso dei cromatismi e dell’elemento acquatico infido.
Godibile e fascinoso, nonostante una certa confusione nella seconda metà del film.

Candidato agli Oscar di quest’anno, c’è il film animato di un altro irlandese, Moore, intitolato Song of the Sea, che parla proprio di selkie, le donne-foca della tradizione dei mari del nord.
A causa del nome “Ondine”, però, non ho fatto che pensare alle fate dei fiumi raccontate da Yeats nelle sue raccolte di fiabe irlandesi. Un cortocircuito favolistico, insomma.

Al “feticcio” Stephen Rea, Neil Jordan riserva un ruolo secondario, ma abbastanza necessario.
Farrell sempre troppo corrucciato per i miei gusti.

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Una sirena irlandese / 22 Febbraio 2011 in Ondine

La trama di per sé è semplice. Un pescatore recupera dalla sua rete una donna. Si tratta di una sirena?
Non sembra una novità, ma il punto di forza di questo film di Jordan è proprio questo: rivedere un genere classico, quasi fiabesco, sotto un aspetto diverso, più cupo, quello del thriller.
Alla fine è difficile inquadrare entro un genere preciso questo film e ciò lo rende innovativo ed avvincente.
La prima parte lascia pensare ad un film molto più sentimentale, inquadrando la situazione disperata del protagonista (un Colin Farrell che dopo “Triage” e “In Bruges” continua a stupire) sullo sfondo dei verdi paesaggi irlandesi. Ma da metà film in poi la svolta è evidente e l’intreccio assume più i toni del thriller.
Devo dire che sono rimasto piacevolmente affascinato da quest’operazione raffinata e ben riuscita.

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