Recensione su C’era una volta a... Hollywood

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Il sogno lucido di Tarantino / 20 Settembre 2019 in C’era una volta a... Hollywood

Tarantino, nel corso della sua peculiare carriera, ha sempre ripreso omaggiando, ma in questo caso, nel suo sogno lucido di una Hollywood anni ’60, figlia di ambizioni e desideri, non sembra lasciare ai semplici ossequi le redini della sua forma espressiva, riadattando, attraverso i suoi ritmi narrativi, le sue repentine riprese, i suoi montaggi incostanti, quel cambiamento, quel mutamento stilistico e culturale, fortemente condizionato dal cinema europeo, che ha investito Los Angeles in quel periodo. E lo fa con una sceneggiatura come sempre prolissa e sfacciata, arguta ed esilarante, pur cadendo, come accade quando alla realtà si sovrappone la fantasia, in facezie che hanno più l’aspetto delle buffonerie ( ma a Tarantino si perdona quasi tutto ).
Una sceneggiatura che ha sorretto una narrazione altalenante soprattutto per merito delle interpretazioni dei caratteristi.
Il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio, infatti, per quanto simile a una macchietta, è riuscito a rendere meno incoerente il tutto, dando un tocco di semplicità e faciloneria alla storia, sebbene lo splatter, e in generale la violenza caricaturale tipica dei film di Tarantino, sia ridotta all’osso ( pur rimanendo incisiva) .
In generale, questa pellicola, si discosta molto dai suoi ultimi lavori, pur rimanendo una sua personale e fedele visione, forse la più sincera, e per questo, la più opinabile.

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