Recensione su C’era una volta a... Hollywood

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C’era una volta Tarantino / 31 Marzo 2020 in C’era una volta a... Hollywood

Once Upon a Time in Hollywood, o C’era una volta a Hollywood, è l’ultimo film scritto e diretto dal celebre Quentin Tarantino. Se non ci fosse scritto non te ne accorgeresti nemmeno perché difatti, pur sembrando il suo film più personale, non c’è nulla che richiami quello che ormai è entrato nel linguaggio comune di “tarantiniano”, eccetto la scena finale che ho trovato il punto più basso del film e dell’intera carriera di Tarantino.
Onestamente non c’è niente che mi piaccia in questo film. Nonostante sia composto da un grande cast, la recitazione non stupisce. L’Oscar a Brad Pitt è uno dei più immeritati nella storia dell’Academy, vedere per credere.
Il film manca di originalità, è piatto, noioso oltremodo lungo per ciò che vuole narrare e nonostante la sua incredibile durata non si è riusciti a inserire il personaggio di Charles Manson per più di 10 secondi, nonostante il film vuole a modo suo narrare i fatti della Manson Family e la strage di Cielo Drive. Sharon Tate viene dipinta come un’ochetta svampita che ama scorrazzare per Hollywood e guardarsi sul grande schermo. Nulla di più. Non sembra avere una personalità che vada oltre per Tarantino.

Mi dispiace, ma se il film non fosse di Tarantino molte persone non l’avrebbero probabilmente nemmeno considerato. È un peccato perché ho amato tantissimo The Hateful Eight e lo considero uno dei suoi film migliori, quindi per me il declino di Tarantino è iniziato così, inaspettatamente con C’era una volta Hollywood, ma confido si tratti solo di un passo falso.

Voto: 6½ al quale però non me la sento di arrotondare a 7, perciò 6.

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