Recensione su Oldboy

/ 20135.776 voti

10 Dicembre 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Old boy.

Lasciate perdere i conservatorismi.
Fate meno gli alternativi.
Andate a vedere OldBoy di Spike Lee perché merita davvero.

Spike Lee ci mette del suo e, non lo nego (per i vecchi fan non è una novità), era da tempo che volevo vedere la sua versione della storia.
Tecnicamente lo definirei un remake a metà e sono rimasto soddisfatto dal fatto che il regista ha evitato di riproporre la storia scena per scena.

Quello in questione è un ottimo film, che ne dicano i bmk de IMDB e/o quei radical chic alternativi di Rotten, con protagonista Josh Brolin nella parte di Joe Doucett.
Un ruolo importante, un ruolo difficile ma Josh Brolin (per i meno attenti Il Grinta, MIB III, Jonah-quellaporcata-Hex, Non è un paese per vecchi.. potrei andare indietro fino a I Goonies, mica ha fatto solo Grindhouse. Madonna Samurai), nell’interpretare il personaggio, stupisce.
Recita e recita bene. Joe incarna i cliché degli States: è un dirigente violento, sovrappeso, egoista, testardo, poco rispettoso verso uomini e donne. Egli interferisce negli affari altrui e non sembra avere troppi amici. Un tipo così può, secondo voi, avere interessi verso il prossimo suo ?
No.

La sua ex moglie, conosciuta al college, lo odia.
Addirittura non si sente in dovere di andare alla festa di compleanno della figlia, perché si sa, a tre anni cosa vuoi capisca.
Il personaggio interpretato da Josh, l’ho trovato sin dai primi momenti più pesante e più cupo del protagonista dell’omonima opera diretta da Park Chan-Wook.
Il nostro, dopo averci provato con la moglie di un cliente, dopo aver preso una pezza allucinante dovuta ad ettolitri di liquore in circolo nel suo corpo, dopo esser stato abbordato da un’Asiatica.. finisce in quella che apparentemente è una stanza di uno squallido motel. Non gli servirà molto tempo per capire di essere stato rapito. Da notare il cambiamento fenomenale nella corporatura del prigioniero e lo stile usato, il montaggio veloce, per raccontare i 20 anni di prigionia (anche se questa parte di film occupa nella durata una bella fetta di tempo, la velocità con cui è risolto il tutto è sorprendente).
Da predatore a preda, in modo abile J. Brolin ci mostra un cambiamento fisico e soprattutto intellettuale del suo personaggio. Si passa quindi dalla rassegnazione alla voglia di riscatto ma dopo essere stato improvvisamente liberato si ritroverà profondamente scosso. Frustato, arrabbiato, disadattato (interessante la scena dove chiede come funzioni il Mac o quella dove.. ca**o non ve la posso dire). Piccoli dettagli che alzano il livello della pellicola. Dalla liberazione in poi, il nostro pretende vendetta. Chiede soddisfazione. Attraverso una attenta degustazione di involtini primavera, ritrova il ristorante da cui i ricattatori ordinavano i pasti. Così rintraccia i “cattivi” e fa il c**o al boss di questi. Samuel L. Jackson viene legato e torturato in un modo atroce. Non basterà l’arrivo dei suoi sgherri perché Joe, munito di martello, comincia una battaglia all’ultimo sangue.
Combattimenti spettacolari, signore e signori.
Il regista non è l’ultimo arrivato e attua un gioco di macchina curioso, senza entrare troppo nello spoiler ha rielaborato la scena rendendola più barbarico.
Una carrellata dietro una rete e cambia la prospettiva con cui vediamo il film. Io la finirei qui con la trama e passerei alle novità introdotte.

Fra le novità è da annoverare una scena, quella relativa alla morte della ex moglie.
Scene crude, non dal punto di vista cinematografico ma in quanto contenuti.
Senza dubbio i due si odiavano, però vedendo il video che mostra lo stupro e la morte della stessa, il nostro piange.
Anche il collegamento storico-personale fra Joe e il suo aguzzino è diverso dall’opera Coreana, oltretutto viene lasciato ampio spazio al passato familiare del tizio che ha voluto il suo rapimento. Il colpo di scena finale (che non è un colpo di scena perché la trama la conosciamo) è rielaborato in modo diverso lasciando allo spettatore un senso di disturbo, se vogliamo così definirlo.
Moltissime poi le scene tagliate: quella del polipo (anche se fa la comparsa xD), quella dell’uomo e la cravatta.. e il bello è che non perde valore comunque.

Oldboy 2013 è uno dei migliori remake visti dal sottoscritto.
Il cast è tanta roba: Micheal Imperioli (Amabili resti; il Christopher Moltisanti de “I Soprano”) attore feticcio di Spike Lee in generale, viene usato per impersonare un barista dal capello liscio. Samuel L. Jackson nella parte di Balotelli perché con quella cresta solo Balotelli poteva essere. Una nota va poi ad Elizabeth Olsen nella parte di Marie..

Il mio suggerimento è di andarlo a vedere, ve lo dice uno che è sospettoso verso i remake in generale ma qui alzo le mani e faccio “chapeau”

DonMax

11 commenti

  1. Stefania / 10 Dicembre 2013

    Sto evitando spocchiosamente questo film, perché lo ritengo (a torto, probabilmente) inutile.
    Mi domando, infatti: era davvero necessario un remake del film coreano? (Non riesco a pensare ad una rielaborazione del manga, ahimé)
    In particolare, cosa aggiunge Lee (anche in termini estetici e tecnici, intendo) a ciò che ha già raccontato in maniera particolarmente originale Park Chan-Wook, evitando di scadere nell’eccesso gratuito? (la scena dello stupro che citi, per esempio, non è superflua? L’evoluzione del protagonista non è abbastanza evidente “per conto proprio”? Perché esasperare i toni del dramma, già estremo così com’è? Lo so: senza aver visto il film, sto facendo un processo alle intenzioni 😀 )

    • Bisturi / 10 Dicembre 2013

      I remake sono tutti discutibili per principio. Non vederlo/i non è fare gli spocchiosi ma è un modo per dire che la devono finire di giocare sul sicuro e su strade già asfaltate per paura delle buche, Create storie nuove e non menatecela più con remake, prequel e sequel. Furbate ebbbasta!!!

  2. Francesco / 10 Dicembre 2013

    Ammetto che sono curioso di vedere che visione si è fatta Spike Lee della storia di Oldboy…

  3. alex10 / 10 Dicembre 2013

    una voce fuori dal coro !!! grande DonMax !!! se mi capita ‘sto film me lo sparo !! 😉

  4. DonMax / 10 Dicembre 2013

    Un remake a mio avviso è necessario solo allo scoccare dei 50 anni dalla nascita dell’originale. Detto ciò credo che Old Boy non sia un mero remake.

    @Bisturi, quindi è discutibile anche Scarface ?

    @Stefania Lee aggiunge velocità, da maggiore spazio ai flashback, un ruolo maschile cupo, c’è la perdita dell’umanità e il ritrovamento dell’umanità
    (ti rimando a una bellissima scena, quella dove lui allevia i suoi giorni di sofferenza allevando una cucciolata di topi… che vengono poi uccisi e serviti come pranzo allo stesso) forse addirittura un pizzico di intrattenimento.
    C’è pure una mezza critica agli Americani che si fidano della tv… vedi il film e ne riparliamo xD .
    Nella scena dello stupro non si vede nulla, tranquilla ma serve per la trama. Non dico altro ho già spoilerato troppo.
    Comunque c’era una parte nella recensione dove dico le novità, non sono stato chiaro o.O

    • Stefania / 10 Dicembre 2013

      Tu mi stai tentando…
      Riguardo alle novità: ho letto, ho letto, le mie erano domande retoriche, volte a comprendere (sempre facendo il detto processo alle intenzioni :p ), perlopiù, perché sia stato necessario elevare il tasso di “disturbo” della storia (e questa faccenda dei topi rientra nel novero dei pretesti, direi!).

  5. Bisturi / 10 Dicembre 2013

    @donmax Gli unici reamake belli e oggettivamente validi per contenuti e regia sono Scraface, Cape Fear di Scorsese e La cosa di John Carpenter. Ma sno remake di un altro periodo quando tale categoria non era così abusata come oggi che davvero rsentiamo il ridicolo e lo squallido.

  6. Bisturi / 10 Dicembre 2013

    E ok anche il Nosferatu di Herzog che è davvero notevole! Ma parliamo sempre di un altro periodo e registi alti! 🙂

  7. DonMax / 11 Dicembre 2013

    @rodriguez86 the departed del 2006 è un remake Infernal Affairs del 2002.

    Solo 4 anni di differenza e 4 premi oscar xD.

    Comunque stiamo andando off topic.
    Il remake è inutile se non dice nulla di nuovo, se fa schifo dal punto di vista della regia, se il soggetto è una cacca.
    In questo caso non va visto ma nel caso di Oldboy.. perché non dare una possibilità ?
    Rispetto il tuo modo di vedere il cinema ma ‘sta volta ti precludi volontariamente di vedere un film fatto bene.

    • Bisturi / 11 Dicembre 2013

      @donmax Hai ragione su The Departed (davvero notevole), ma gli oscar presi sono relativi, erano dovuti ad un regista come Scorsese che non fu premiato mai ne per Taxi Driver, ne per Toro Scatenato ne per Quei Bravi Ragazzi e parliamo di tre capolavori! Forse lo vedrò questo Oldboy, ma non al cinema!!! 🙂

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