Okja

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Okja

La giovane Mija è disposta a tutto, pur di evitare che una potente multinazionale faccia del male alla sua migliore amica, un gigantesco super maiale chiamato Okja che da 10 anni vive con lei e suo nonno sui monti della Corea del Sud.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Okja
Attori principali: Ahn Seo-hyunAhn Seo-hyunTilda SwintonTilda SwintonPaul DanoPaul DanoJake GyllenhaalJake GyllenhaalLily CollinsLily CollinsSteven Yeun, Devon Bostick, Byun Hee-bong, Yoon Je-moon, Shirley Henderson, Daniel Henshall, Giancarlo Esposito, Choi Woo-shik, Sheena Kamal, Michael Mitton, Colm Hill, Kathryn Kirkpatrick, Jose Carias, Nancy Amelia Bell, Lee Jung-eun, Kim Jae-in, Choi Hee-seo, Jang Ji-woong, Lee Bong-ryeon, Park Ki-seon, Yoon Kyung-ho, Cho Wan-ki, Han Yi-jin, Kwak Jin-seok, Park Ji-hoon, Lee Jae-Hyeok, Clayton Elliot Jones, Seoyoung Lim, Jungsook Park, Jooman Hong, Kyungwook Lim, Seungchang Lee, Byeonghee Lee, Hyunwoo Choi, Kim Moon-hak, Park Keun-rok, Daehyun Kim, Gwangjae Woo, Wonjin Jang, Hyunzun Yu, Yangwon Kim, Yonghee Kim, Dylan Ratigan, Milo Shandel, Mikaela Kingsbury, Sangyoon Lee, Bae Young-ran, Park Jeong-gi, Yoon Jung-ro, Kim Woo-hyun, Kim Chul-moo, Seo Woo-sik, Yerin Shin, Erik De Boer, Stephen Clee, Pavel Hajek, David Congourdeau Nicolas, Lucas Körmer, Ahn Seong-bong, Timmo Polajev, Steven Garr, Cory Gruter-Andrew, Barbara Wallace, Frans Weterrings IV, Boyd Ferguson, Niall Cunningham, Marian Volk, Conor Reeves, Adam Auslander, Waris Ahluwalia, T. Sahara Meer, J. C. Williams, Hye-Jo Yu, Lorne Edward Oliver, Alex Kabel, Amir Ardalan Latifi, Jose Vargas, Elizabeth Urrea, Luis Javier, Phillip Garcia, Andreas Fronk, Myles Humphus, Bettina Skye, Kristoffe Brodeur, Lena Avgust, Jamar Greene, Michael D. Joseph, Eha Urbsalu, Rebecca Husain, Zachary Belgard, Pavla Tan, Carl Montoya, Martin Lo Rimorin, Amber Snow, Ann Evans, Rickland Powell, Michelle Clarke-Brown, Justin McGriff, David Bloom, Lynn Marocola, Jack Lyons, Mostra tutti

Regia: Bong Joon-hoBong Joon-ho
Sceneggiatura/Autore: Bong Joon-ho, Jon Ronson
Colonna sonora: Jung Jae-il
Fotografia: Darius Khondji
Costumi: Catherine George, Choi Se-yeon
Produttore: Brad Pitt, Bong Joon-ho, Dede Gardner, Stan Wlodkowski, Jeremy Kleiner, Ted Sarandos, Seo Woo-sik, Sarah Esberg, Dooho Choi, Lewis Taewan Kim, Kim Woo-sang, Lee Jae Woo, Pauline Fischer, Samuel Yeunju Ha, Christina Oh, Collin Creighton
Produzione: Corea del Sud, Usa
Genere: Orientale, Drammatico, Horror, Azione, Fantascienza
Durata: 122 minuti

Dove vedere in streaming Okja

Quanto buonismo esagerato… / 2 Dicembre 2021 in Okja

Una multinazionale, una bambina, un gruppo di animalisti e Okja, il super maiale creato in laboratorio dalla stessa multinazionale per sfamare il mondo ma soprattutto per ottenere guadagni stellari.
Quando buonismo esagerato. Un concentrato di sensibilità eccessiva e menefreghismo becero.
Una vera noia.
Il gruppo animalista è pessimo con Paul Dano quasi in odore di beatificazione anche se poi massacra uno del gruppo.
Jake Gyllenhaal esageratamente ridicolo. Tilda Swinton senza senso.
Carino Okja ma non sufficiente per reggere tutto il film.
Evitabile.
Ad maiora!
#filmaximo

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Mezza favola / 3 Luglio 2017 in Okja

Dopo il disaster movie Snowpiercer, Bong Joon Ho continua a immaginare contesti distopici in cui l’azione dell’uomo ha effetti indelebili sull’intorno.
Se nel film del 2013 il regista sudcoreano immaginava una microsocietà basata su una suddivisione in classi di medievale memoria applicata a un contesto asfittico come quello di un treno, metafora di un mondo che, in proporzione alla sua popolazione, è sempre più limitato nelle risorse e negli spazi, comandato da un’oligarchia autoproclamatasi, con Okja egli affronta ancora l’argomento del sovrappopolamento, concentrando il discorso sul tema dell’alimentazione e fornendo una plausibile rappresentazione degli allevamenti intensivi, intesi come veri e propri campi di concentramento per animali.

Il risultato, a mio parere, è incerto tanto quanto quello del film precedente. Giungo quindi alla conclusione che i suoi lavori in lingua inglese, supportati da grossi finanziamenti come, in questo caso, quelli di Netflix, mi paiono molto meno compiuti e convincenti di quelli degli esordi (mi riferisco a The Host e Mother. Memories of Murder non l’ho ancora visto).
In particolare, a questo lavoro di Bong Joon Ho rimprovero la conclusione raffazzonata e la sovrabbondanza di personaggi che, in più occasioni, dimostrano di avere grandi potenzialità narrative, ma che, a conti fatti, non hanno alcun peso nell’economia della vicenda. Per esempio, penso al personaggio interpretato da Giancarlo Esposito e a un paio degli attivisti del Fronte di Liberazione Animale (Lily Collins troneggia). Perfino l’etologo (?) pazzo di Gyllenhaal (non certo alla sua prova migliore) è quasi superfluo. Eppure, ciascuno di essi “occupa” minuti preziosi del film, promettendo intriganti risoluzioni narrative, per poi risolversi in puro sfondo.

Di interessante resta la critica a una società dei consumi basata sull’abuso massiccio nei confronti di talune forme di vita, violate in molte forme e sottoposte all’ingrasso e alla manipolazione fisica solo per soddisfare i bisogni incontrollati di altri organismi.
Si badi bene: Okja è una mezza favola animalista (e ambientalista) solo perché ha come co-protagonista un animale considerato alla stregua di un amico o di un parente, non è un film pro-astinenza dalle carni “a prescindere”. La giovane Mija e suo nonno si nutrono di pesci e allevano galline che finiscono in pentola. Però, il loro è un consumo eticamente sostenibile, favorito ovviamente da condizioni ambientali favorevoli.
Il messaggio, perciò, è degno di attenzione, poiché si pone come riflessivo se non propositivo nell’ambito del dibattito sullo sfruttamento delle risorse naturali.

Per il resto, cinematograficamente parlando ed escluse alcune belle sequenze d’azione (l’inseguimento tra camion è adrenalinico e davvero divertente), mi è parso un film alquanto banale e nulla, per risollevarlo, hanno potuto le metamorfosi fumettistiche di Tilda Swinton e le “solite” ambiguità affidate a Paul Dano.

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