Recensione su La vita negli oceani

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ma 1 alla parte sonora / 3 marzo 2011 in La vita negli oceani

Comprate dei tappi alle orecchie (la marca migliore è Calmor), fate un attentato alla vostra sala e tagliate i fili dell’audio, strisciate in ginocchio davanti al vostro esercente cinematografico chiedendo l’eliminazione della banda audio, staccate le casse se potete: solo così potrete godere di uno dei più bei documentari sul mare mai prodotto.
Solo così ammirerete lo straordinario connubio fra 3d, ossia tecnologia, e narrato: sarete dentro l’acqua, i coralli vi sfioreranno il viso allungandosi verso di voi, gli anemoni vi accarezzeranno il naso, la cernia cercherà di mangiarvi e il serpente marino, ondeggiando elegante, vi punterà aprendo le fauci. Ecco che con un rapido movimento di macchina precipiterete lungo la roccia degli squali che, nuda, sprofonda nell’oceano, ecco che improvvisamente sarete dentro, sì dentro, la bocca innocua ed enorme dello squalo balena, ecco che candide, armoniose e musicali, le piccole meduse bianche vi circonderanno delicate toccandovi. Ma soprattutto sarete sfiorati dal corpo gigantesco delle balene: eccole placide ed enormi porgervi le pinne e scivolarvi addosso, ecco i loro cirripidi inerpicati sul muso, ecco il loro straordinario saggio occhio miope che vi guarda con infinita calma.
La qualità delle riprese è spettacolare, per quanto le balene siano dolcissime è comunque complicato riprenderle così da vicino da contare i loro segni sul muso, è decisamente difficile seguire i loro ampi movimenti calcolando la spinta della massa d’acqua.
La piccola storia della Caretta Caretta che percorre chilometri per tornare lì dove è nata si coniuga in maniera felice con la nuova strombazzata tecnologia che spesso ho trovato vuota e che invece qui è al completo, intelligente, servizio del film. Che dire, bello, coinvolgente, avvincente, spettacolare.

Come possiamo rovinare una cosa che è da 10 pieno? Appunto affidando a tre voci di richiamo uno dei commenti più idioti e fastidiosi mai uditi. Dubito che Jodie Foster abbia letto e interpretato una sequela di gag cretine e mortificanti nella versione originale: solo in Italia si può pensare di condire la soffice sonnolenza del Lamantino con battute sceme sulla flautolenza, solo in Italia si può annullare il mistero della potenza del Capodoglio capace di immersioni al limite dell’immaginabile con due scemi che cercano di far soffocare un terzo scemo. Irritante, odioso, cretino, decerebrato, tutto il commento è un insulto non solo all’intelligenza, ma alla bellezza.
Pochissime scene sono graziate dall’improvviso silenzio dei nostri tre fastidiosi commentatori: ecco il pesce scorpione, improvvisamente è notte, il silenzio lo avvolge e le sue sembianze eleganti e molli si disvelano nella ferale e efficentissima capacità di mangiare qualsiasi cosa gli si muova attorno.
Consigliato, consigliatissimo, ma con una grande e grossa avvertenza: vi irriterete e spesso vi verrà da esclamare, Ma state zitti!, e odierete Aldo Giovanni e giacomo per i prossimi 15 anni

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