Recensione su Nymphomaniac: Volume II

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“Care tutte, io non sono come voi” / 25 aprile 2014 in Nymphomaniac: Volume II

Si conclude così questa storia (iper-censurata) di antieroi e emancipazione, con un secondo capitolo che abbandona i vizi, la spregiudicatezza, le voglie selvagge di gioventù, per un’analisi più matura e intensa di una condizione di vita tanto ossessiva, dipendente e autodistruttiva.

La bella Stacy Martin è costretta a lasciare spazio al corpo più provato dal tempo di Charlotte Gainsbourg e all’espressività incredibile del suo volto inelegante, ma ricco di fascino. E’ su di lei che si basa ancora tutta la storia, sulla figura di questa donna che pur di assecondare il suo piacere farebbe qualunque cosa. Che pur di placare quel bisogno incessante si ridurrebbe ad un corpo livido, ma privo di vergogna.

Quello di Von Trier è un racconto estremo, negativo in ogni suo lato, ma non è nel nostro giudizio che va riscontrato il vero significato di Nymph()maniac.
E’ fra le righe, è oltre il puro piacere rincorso da Joe in tutto il film. E’ nel suo essere sempre sé stessa, senza maschere, senza fingere. E’ nella sua purezza di spirito, nelle scelte obbligate, nel non nascondersi dietro finti sentimentalismi o convenzioni sociali che va trovata tutta la genuinità e la bellezza della sua persona.

Sono le sue parole scandalose, il suo linguaggio osceno, le sue esperienze al limite del sadismo, accostate più volte ad una visione satanista, che emerge la vera essenza di Joe. In tutto il suo splendore. Una donna che nonostante conosca le sue debolezze e le sue ossessioni è riuscita a sopravviverle, spesso con dolore, ma senza farsi mai sopraffare. Abbattere.

Con il suo fare sterile, i suoi paradossi, il suo mortificarsi che Lars Von Trier riesce ancora una volta a trafiggere lo schermo invadendo con tutta l’energia possibile, il cuore di chi lo sa cogliere il suo cinema.

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