Recensione su Nymphomaniac: Volume II

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6.5 / 7 ottobre 2014 in Nymphomaniac: Volume II

Stavolta Winding-Refn ha sbagliato. Nymphomaniac non e’ un porno. Sotto questo aspetto la vita di Adele è molto più stupidamente morboso.
Non è pure così dissacrante come si vuol credere. È molto autobiografico e scaturisce da un impulso personale o da una devianza patologica, comunque da un problema psicologico radicato e profondo. Del regista, di molte persone…non ha molta importanza tutto sommato ma ha il merito di trattare un tema difficile, attraverso la dicotomia che si instaura tra due personaggi opposti.
A tratti lo fa in maniera troppo didascalica o con un’ipertrofia di metafore che esalta il regista, che in certi momenti sciocca e provoca ma che alla fin fine appare molto più razionale di quel che sembri.
Perché il secondo capitolo è meno convincente del primo allora? Perché il finale è tutto è quello che dopo 4 ore complessive tutti hanno pensato ma molti speravano non succedesse, manda in vacca tutto il pretenzioso racconto.
Amen. Lars Von Trier è così, si sa

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