?>Recensione | Nymphomaniac: Volume I | Senza titolo

Recensione su Nymphomaniac: Volume I

/ 20137.0332 voti

14 luglio 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

E sono andato persino al cinema. Un prologo talmente insensato che al confronto Peter Falk/nonno che leggeva la Storia Fantastica al nipotino in febbre e pigiama è l’Iliade. C’è questo tizio vecchio che torna con la sportina della spesa, tra i vicoli, sotto la neve e dopo aver commentato i lavori. E trova una tizia riversa e dolente per terra. E che fa? Chiama la pula? L’ambulanza? No ma che sei scemo? Se la porta in casa (chiunque di noi farebbe lo stesso con uno sconosciuto sanguinante). E la cura? No, ma che ti parlo a fare, sei pazzo? Le offre un thè. Ah beh.
Sticazzi.
Parte, ‘nnaggiallei, una narrazione all’indietro del suo percorso da ninfomane. Episodi, vari, suddivisi in capitoli. Von Trier sceglie di filmare una sessossessione. Epperò. Non c’è nulla che abbia senso, non tanto nei comportamenti di lei che bon, si può accettare con il sofisticato ragionamento→ è un personaggio di una scema, vediamo che le succede. Quanto dei personaggi che intorno le si muovono (non è che puoi fare un film dove tutti sono scemi, perché l’eccezione, la regola e bla e anche blu). La scena della moglie/madre tradita, Uma T. che fa il suo pezzone da attrice che pure è, perché? Che senso ha? Ma dai, ma ti pare? Non ci sono le basi, mai, per costruire sopra di esse le azioni e motivazioni di questi poveri e ridanciani personaggi, e se ci sono sono pacchiane e irreali. Bisogna vedere pure il secondo? Con meno figa (come fa la ragazzetta così gnocca a diventare “mascella” Charlotte? Spiegazione?) e la Gainsbourg che scopa?
Useless sostenere che una ragazzina che fa un pompino a un signore su di un treno non sia porno ma erotismo/sessualità, è porno, ci sono milioni di 24h di filmati porno, pure più appassionanti u_u, a dimostrarlo.
I Ramstein sui titoli di coda sono un buon esempio di provocazione a vuoto di Lars; oltre a dar fastidio in sala a tutti coloro che non ascoltano i Ramstein, verosimilmente la maggior parte, perché? Che senso ha? Scandalizzare la signora radical chic? Mazza che soddisfazione.
Oh ho messo i Ramstein sui titoli di coda, che ganzo.
Restano le solite arguzie divertenti di LVT, battute puntute e dialoghi analoghi, sovrimpressioni di scritte e dello schermo suddivisioni demodé. Ma non sono che giochi e cinematografici calembour, divertenti e poco altro. Il contorno senza niente al centro. E quel didascalismo, i parallelismi da idioti (la pesca, santa maradona, la pesca!), lui che spiega il suo mondo e se ne spreme solo noia e non malattia o depressione o quel che cavolo di profondo vorrebbe pretendere di trovarci lui.
Infine c’è Christian SLater che fa il vecchio e insomma, noi che ce lo si immaginava nei secoli pischello a farsi prendere a schiaffi da Robin Hood, o anche prima.
Ah, un’altra cosa, “se hai le ali perché non volare” solo io mi immagino che se lo possano dire Baby e Step o qualsiasi altro dei personaggi di Moccia. Mi vedo Moccia che esclama “”Ma cazz, a questa dovevo pensarci io! >.<"

2 commenti

  1. Stefania / 12 luglio 2015

    Sì, anch’io ho delle perpessità sul fatto che Joe, d’un tratto, prende le fattezze di Charlotte Gainsbourg 😀

  2. Indio88 / 28 agosto 2015

    Ma soprattutto..da piccola ha gli occhi azzurri, da adulta li ha scuri.

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