Recensione su Nowhere Boy

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7 Febbraio 2012

Tratto dal libro autobiografico “Imagine:Io e mio fratello John Lennon “, di Julia Baird (sorellastra di John Lennon), è un film molto atteso dai Beatlesiani di tutto il mondo in quanto racconta gli anni dell’adolescenza di John Lennon, fondamentali in quanto portarono alla formazione dei Beatles.
Come tutti i veri Beatlesiani sanno, John Lennon non ebbe un’infanzia facile: entrambi i genitori dopo il divorzio se ne andarono per la loro strada affidandolo alle cure della zia Mimi e del marito, che crebbero il bambino come fosse loro figlio.
John ritrovò la madre solo a sedici anni, quando lei era al secondo matrimonio e con altre due figlie (una delle quali l’autrice del libro); il giovane John, come molti adolescenti, aveva una personalità complessa e a tratti tormentata, purtroppo influenzata dalla severità con cui la zia l’aveva cresciuto e dalle “ombre” dei genitori, assenti fisicamente per gran parte della sua vita ma sempre presenti nella mente del figlio, con tutti i “perché” che si può immaginare data la situazione.
Nel film tutto ciò è reso davvero molto bene, anche se forse un po’ troppo calcati nella loro diversità sono i personaggi di Julia e Mimi, la prima un po’ troppo esuberante e la seconda un po’ troppo rigida rispetto a quelle della realtà (per quanto ovviamente ne può sapere la sottoscritta); ero molto scettica rispetto al giovane attore che interpreta John, in quanto non ero certa avrebbe saputo rendere bene la personalità complessa dell’artista che interpreta, invece mi sono dovuta ricredere: sembra davvero John , possiamo dire che si è calato totalmente nella parte. Molto più del suo collega Thomas Sangster , che interpreta un poco convinto ( e”bamboccino”: ma quanto sembra piccolo!) Paul Mc Cartney.
Molto brava anche Kirstin Scott Thomas nel difficile ruolo di Mimi, una donna che può risultare antipatica per la sua rigidità ma che in realtà ho sempre pensato fosse una donna capace di grandi prove d’affetto verso il nipote: lo cresce, gli fa da mare nella sua quotidianità(con tutti i problemi che questo comporta), anche se sbaglia allontanandolo dalla madre lo fa per il suo bene, per non farlo soffrire (e in fondo la colpa è di Julia: se fosse stata più affidabile le cose sarebbero andate in modo diverso!); inoltre non è poi così rigida, visto che è lei a comprare la prima chitarra al nipote.
Ottima ricostruzione della Liverpool anni ’50, con i vari ambienti giovanili, e ovviamente ottima colonna sonora, tutta con pezzi rock, blues e jazz anni ’50. Non tutti originali purtroppo (qualche cover l’ho orecchiata, dài!), ma comunque sempre bellissimi.

1 commento

  1. Stefania / 1 Luglio 2013

    Non ho terminato di vederlo (e spero di farlo, prima o poi), ma -fino al primo quarto del film- non ho fatto altro che ripetere pedantemente a voce alta: “Tutto sembra tranne che l’Inghilterra”. Atmosfera di cartone, più Hill Valley -per intenderci- che Liverpool.

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