Recensione su La scelta

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I temi usuali / 14 Giugno 2018 in La scelta

Fare un film su un convento di suore non è facile: i temi – soprattutto nella nostra era secolarizzata – sono più o meno sempre gli stessi, e sono tutti presenti in Novitiate: la crudeltà delle superiori; i dubbi sull’autenticità della vocazione; l’impulso sessuale sublimato – ma in qualche caso sarebbe meglio dire «trasposto» – nell’amore per Cristo (straziante la scena in cui le novizie prendono i voti temporanei vestite da spose). Finché la natura repressa non ha il sopravvento, ed erompe in un incontro erotico disperato e innocente (e raccontato, a onore della regista, molto pudicamente). Rimane invece sullo sfondo – e trattato con qualche accenno inopportunamente farsesco – il tema, potenzialmente più originale, della rivoluzione apportata dal Concilio Vaticano II nella vita monacale. Ma il film, seppur con qualche lunghezza di troppo, racconta comunque il proprio materiale in modo competente e non spiacevole.
Buone le interpretazioni: oltre a Melissa Leo (la badessa) segnalerei Morgan Saylor (sorella Evelyn). Anche Margaret Qualley, con la sua recitazione intimidita e a volte un po’ distaccata, sembra una buona scelta per il ruolo della protagonista.

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