Notorious - L'amante perduta

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Notorious - L'amante perduta

Figlia di un filonazista appena incarcerato e di un'americana, la giovane Elena Huberman viene assoldata dai servizi segreti statunitensi per infiltrarsi in un gruppo di facoltosi tedeschi rifugiatisi in Brasile dopo la Seconda Guerra: essi stanno tramando alle spalle della Nazione e, forse, del mondo intero.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Notorious
Attori principali: Ingrid BergmanCary GrantClaude RainsLeopoldine KonstantinLouis CalhernAlex Minotis, Reinhold Schünzel, Ivan Triesault, Friedrich von Ledebur, Peter von Zerneck, Eberhard Krumschmidt, Moroni Olsen, Ricardo Costa, Charles Mendl, Wally Brown, Fay Baker, Fred Nurney, Charles D. Brown, Eddie Bruce, Ben Erway, Donald Kerr, James Logan, Emmett Vogan, John Vosper, Alan Ward, Paul Bryar, George Lynn, Frank Marlowe, Howard Negley, Virginia Gregg, Bea Benaderet, Aileen Carlyle, Elizabeth Wilson, Almeda Fowler, Leota Lorraine, Sandra Morgan, Lillian West, Richard Clarke, Francis McDonald, Alfred Hitchcock, Frank McLure, Tom Coleman, Alfredo DeSa, Bess Flowers, Art Howard, Jeffrey Sayre, Bert Moorhouse, Gavin Gordon, Harry Hayden, Warren Jackson, Thomas Martin, Tina Menard, Howard M. Mitchell, Antonio Moreno, Garry Owen, Dink Trout, Lenore Ulric, Frank Wilcox
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura/Autore: Alfred Hitchcock, Ben Hecht
Colonna sonora: Roy Webb
Fotografia: Ted Tetzlaff
Costumi: Edith Head, Eugene Joseff
Produttore: Alfred Hitchcock, Barbara Keon
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Storia, Romantico, Thriller
Durata: 103 minuti

N come Notorious / 24 Settembre 2015 in Notorious - L'amante perduta

Miami, Florida, 24 Aprile 1946, ore 15:20. In un tribunale della città, il signor Huberman (Fred Nurney) viene condannato a 20 anni di carcere per spionaggio. Infatti è accusato di aver venduto informazioni fondamentali e segretissime alle spie tedesche.

Soffermiamoci per un momento su questi primi attimi di filmato. La pellicola uscì nelle sale nel 1946 ma il soggetto, in cui si fa riferimento all’uranio per costruire la bomba atomica, era stato scritto un anno prima che fosse sganciata la bomba su Hiroshima. Due grandi registi europei emigrati negli Stati Uniti si interessarono dei nuovi segreti atomici, il primo per fuggire dalla Germania Nazificata, il secondo alla ricerca di nuovi successi: Fritz Lang ed Alfred Hitchcock. Correva l’anno 1946 quando entrambi realizzarono due storie di spionaggio che si inserivano nel filone di propaganda anti-nazista che proprio negli anni di guerra li aveva visti fra i più attivi protagonisti.
Il nemico era ancora l’Asse, con i suoi agenti sparsi per il mondo, eppure sia Hitchcock che Lang, per i problemi che potevano sollevare le loro trame, furono controllati dagli Studios. Tra gli anni ’40 e ’50 del XX secolo Hollywood aderì (non tanto per costrizione quanto per bisogno) agli interessi nazionali: il nucleare, argomento apparentemente diffuso e all’ordine del giorno, rimaneva un tema guardato con sospetto dai censori, soprattutto quando finiva nelle mani di autori riconosciuti e non in quelle di buoni artigiani del cinema di serie B (1). In Notorius la protagonista della vicenda è la figlia di una spia nazista, Elena (Ingrid Bergman), la quale viene arruolata dal governo americano per smascherare un traffico di uranio che ha base in Brasile orchestrato dal ricco Alexander Sebastian – Alessio, nella versione italiana. Elena accetta di lavorare con Devlin (Cary Grant), un agente americano, si innamora dello stesso ma l’amore sembra non essere contraccambiato.. almeno momentaneamente. Nel film l’uranio è il pretesto, viene dato ampio spazio all’espiazione delle colpe paterne: Cary Grant convince la bella Ingrid Bergman con un discorso sul patriottismo a riabilitarsi, deve riabilitarsi agli occhi dell’uomo che ama e del Paese che la prende in adozione placando i sensi di colpa legati al tradimento paterno e alla sua precedente condotta morale (la vediamo ubriaca alla guida). Eppure bastò che Alfred si recasse insieme al suo sceneggiatore al California Institute of Technology di Pasadena per chiedere informazioni sulle caratteristiche di una bomba atomica, senza essere minimamente a conoscenza delle ricerche che si stavano compiendo in quegli anni, per spingere l’FBI a metterlo sotto sorveglianza per tre mesi perché proprio in quel periodo l’America stava preparando la bomba atomica.
Notorius non è solo l’ultimo film antinazista di quel filone che comprende Il club dei 39, la signora scompare, il prigioniero di Amsterdam, Sabotatori, Prigionieri dell’Oceano. Notorious è soprattutto una storia d’amore, un film carico di erotismo in cui è presente un bacio da Guinness, con una protagonista divisa fra due uomini, uno di cui è innamorata, ma che sembra essere incapace di avere fiducia in lei, l’altro che l’ama ma che lei è costretta a tradire sia come moglie che come spia. Va detto inoltre che “Alessio” non vive solo per una donna. Alessio è diviso fra due donne, vive infatti il rapporto con la madre in modo turbolento: il rapporto fra Alessio e la madre anticipa un po’ quello di Norman Bates con la madre in Psycho. La signora Sebastian è fredda, diffidente, interferisce nella vita amorosa del figlio, è possessiva, si esilia volontariamente nella sua camera pur di non vedere la nuova moglie del figlio.
E a proposito del bacio, nel 1946 era ancora in vigore il codice Hays che si occupava di cosa fosse o non fosse considerato “moralmente accettabile” nella produzione di film. Notorious è oggi celebre per la presenza di un bacio lunghissimo, diviso in piccole parti, fra Cary Grant e Ingrid Bergman. La scena, ambientata a Rio de Janeiro ma girata negli States, vede Cary Grant ed Ingrid Bergman darsi baci interrotti da discorsi frivoli. Vediamo il duo muoversi dal balcone alla cucina mentre discutono sul pollo da cucinare, mentre Cary Grant telefona e bacia la bella Ingrid. Le parole vengono alternate ad una serie di baci veloci, baci rubati. L’espediente è stato usato per aggirare il codice di censura che impediva baci più lunghi più di secondi tre. Anche in questa occasione Hitchcock ha usato tutto il suo virtuosismo, tutto il suo ingegno, per gabbare il sistema. Infine, sempre sul virtuosismo del Maestro, vorrei soffermarmi un momento sulle tecniche di regia usate da Hitchcock. Questo è un film ricco di inquadrature frizzanti, destabilizzanti, non convenzionali, Notorious è un film fatto di primi piani, in cui il volto della Bergman viene esaltato dall’illuminazione di Ted Tetzlaff, ma anche di lunghe carrellate e di dettagli. Prendiamo ad esempio la scena del ricevimento, scena che si apre con un piano totale della sala ripresa dalla gru combinata ad una carrellata che parte dalle scale per finire nella mano di Elena. L’inquadratura al dettaglio della chiave che viene tenuta in mano da Elena è la ciliegina sulla torta chiamata Notorious. Da notare poi la presenza e l’uso degli oggetti, bottiglie, chiavi, per collegare una scena all’altra.

Tirando le somme, Notorious è un film da vedere assolutamente, un film ricco di suspense, un film potente come pochi nonché uno dei migliori del periodo americano del nostro.

Massimiliano DonMax Romualdi.

Note del Don
(1) Maurizio Zinni, Schermi Radioattivi -l’America, Hollywood e l’incubo nucleare da Hiroshima alla crisi di Cuba, p. 38, Saggi Marsilio, 2013

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Tutte le canzoni d’amore fanno molto ridere / 10 Febbraio 2014 in Notorious - L'amante perduta

Così moderno nei personaggi e nell’uso della videocamera non me lo sarei mai aspettato. Un gran bel film di spionaggio a ridosso della seconda guerra mondiale e con dei baci così lunghi e languidi che la censura non poteva lasciarseli scappare.

13 Gennaio 2013 in Notorious - L'amante perduta

Hitchcock, Cary Grant, Ingrid Bergman, Rio de Janeiro e spie naziste nel 1946: c’è da aggiungere altro?

23 Aprile 2012 in Notorious - L'amante perduta

Per Truffaut, è il miglior film di Hitchcock.
Miserrima me, l’ho trovato particolarmente ingenuo: un “guardie e ladri” dove il caso sembra farla da padrone.

Charme a profusione si effonde dai due protagonisti e la Bergman è bellissima e carezzata costantemente dalla camera con una devozione palese: delle prove attoriali e anche di quella registica, dopotutto, non posso dir assolutamente nulla, ma sono stati i particolari narrativi ad interdirmi.
Insomma, secondo me, si tratta di un film modernissimo per alcune ardite soluzioni visive e per quei baci infiniti e languidi, ma è estremamente datato dal punto di vista del mero racconto, purtroppo.

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