?>Recensione | Norwegian Wood | Senza titolo

Recensione su Norwegian Wood

/ 20106.654 voti

14 agosto 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Basta con questi film giapponesi dove all’inizio non si capisce mai chi siano i protagonisti, e chi è l’uno e chi è l’altro, uff. Qui uno dei due maschi protagonisti muore in 5 minuti e via. Perché muore? Così, perché noi japu siamo gente tormentata. Resta il protagonista Watanabe (avevo una versione con dei sottotitoli veramente pessimi, in cui lui era Vatanabe e tutte le concordanze di genere esplodevanoBumciao), che se ne va a Tokio. Anni di movimenti studenteschi, il Vietnam, tutto intorno a lui. Lui che se ne frega ma ha dei pantaloni così 70s da chettelodicoaffare. Insomma che re-incontra lei, Naoko, a Tokyo sotto una terrazza, così a ca**o. E finiscono a fare bumbum. L’avessero mai fatto, le paturnie di lei per aver fatto bumbum col miglior amico del suo ex suicidatosi. Siamo tormentati e perv e annoiati a scacchi eleganti e japu. Più che un triangolo ne viene fuori un quadrangolare amoroso con il morto, ma lei è ormai del tutto sbiellata e vive in un eremo sui monti e muore; lui va a piangere sulla scogliera, torna, ma quando colei che assisteva Naoko le chiede di scoparla a me, frankly, sono un po’ cascati i cogli**i. Tratto da un Murakami (io nemmeno sapevo ce ne fossero due di Murakami scrittori, me loser -_-) di cui abbastanza probabilmente non riesce a leggere il confronto, questo film, che da anni avevo non so perché in una lista di wanna see, è patinato ed elegante, a modo suo generazionale sui giovano japu di ieri, con una splendida fotografia e tanti omini tutti uguali. Ah, si chiamano giapponesi. Ma non molto altro, tormenti dell’animo e del sesso che esplorati non sono, ed insensati (–> noiosi) inevitabilmente finiscono per apparire.

2 commenti

  1. Ilcinemasecondome / 14 agosto 2014

    Che palle ‘sto film. Ho avuto il desiderio di prendere a badilate Naoko più e più volte.

  2. moni89 / 5 dicembre 2014

    In effetti pur essendo molto fedele al romanzo, se non si è letto quest’ultimo si capisce poco e nulla (il fatto che Watanabe vada a letto con Reiko per esempio, già nel romanzo mi era sembrata una stonatura, qui è proprio campato in aria, tanto più che di lei non si spiega niente). A me è piaciuto, appunto perché già “conoscevo” i personaggi e sapevo più o meno dove voleva andare a parare la storia, ma se lo avessi visto senza aver letto Murakami prima, magari avrei avuto le vostre stesse perplessità.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext