Norwegian Wood

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Norwegian Wood

Dall'omonimo romanzo di Murakami Haruki. Giappone, anni Sessanta. I liceali Watanabe, Kitsuki e Naoko condividono studi e amicizia. Il suicidio di uno dei tre, cambierà il rapporto tra gli altri due.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: ノルウェイの森
Attori principali: Kenichi MatsuyamaKenichi MatsuyamaRinko KikuchiRinko KikuchiMizuhara KikoMizuhara KikoReika KirishimaReika KirishimaEriko HatsuneEriko HatsuneTetsuji Tamayama, Tokio Emoto, Kengo Kora, Takao Handa, Shigesato Itoi, Haruomi Hosono, Yukihiro Takahashi
Regia: Tran Anh HungTran Anh Hung
Sceneggiatura/Autore: Tran Anh Hung
Colonna sonora: Jonny Greenwood
Fotografia: Mark Lee Ping-Bing
Produttore: Wouter Barendrecht, Michael J. Werner, Shinji Ogawa, Satoshi Fukushima, Chihiro Kameyama, Masao Teshima, Naoki Kusumoto, Joe Ikeda, Kaoru Matsuzaki
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Drammatico, Romantico
Durata: 133 minuti

Libro / 16 Novembre 2016 in Norwegian Wood

Il libro era sicuramente meglio.
L’interpretazione degli attori non rende affatto il personaggio originale e la trama perciò perde abbastanza di significato, diventa una successione di eventi.
Il libro era difficile da rendere in un film, comunque!

6 Dicembre 2014 in Norwegian Wood

Chiunque mi conosca sa quanto abbia amato il romanzo di Murakami, sa quanto lo consideri uno tra i romanzi più belli che abbia mai letto in vita mia (e si che ne ho letta di roba dato che la mia media di libri letti l’anno si attesta sui cento-centocinquanta) e devo dire che il film non è assolutamente da meno, ricalca perfettamente le orme del capolavoro di Murakami, è un’opera altrettanto romantica, altrettanto malinconica, altrettanto struggente, altrettanto delicata.
Il regista riesce perfettamente a ricreare le atmosfere del romanzo, a ricreare lo stello lirismo, la stessa poesia, regalando allo spettatore delle emozioni e delle sensazioni indescrivibili.
L’ottima prova degli attori(l’attrice che interpreta Midori è strepitosa, peccato però che il suo personaggio non sia stato sfruttato al meglio rispetto al romanzo), la fotografia accurata e la meraviglia delle scenografie(guardare questo film è una delizia per gli occhi, si rimane incantati a ogni fotogramma) rendono questo un piccolo capolavoro da godere dall’inizio fino ai titoli di coda.
Un film amaro, intriso di amore, di pathos, di dolore, ma al contempo dolce, intriso di speranza e di voglia di vivere nonostante tutto, un film che colpisce al cuore come una freccia scoccata da un novello Cupido.
Consigliatissimo.

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14 Agosto 2014 in Norwegian Wood

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Basta con questi film giapponesi dove all’inizio non si capisce mai chi siano i protagonisti, e chi è l’uno e chi è l’altro, uff. Qui uno dei due maschi protagonisti muore in 5 minuti e via. Perché muore? Così, perché noi japu siamo gente tormentata. Resta il protagonista Watanabe (avevo una versione con dei sottotitoli veramente pessimi, in cui lui era Vatanabe e tutte le concordanze di genere esplodevanoBumciao), che se ne va a Tokio. Anni di movimenti studenteschi, il Vietnam, tutto intorno a lui. Lui che se ne frega ma ha dei pantaloni così 70s da chettelodicoaffare. Insomma che re-incontra lei, Naoko, a Tokyo sotto una terrazza, così a ca**o. E finiscono a fare bumbum. L’avessero mai fatto, le paturnie di lei per aver fatto bumbum col miglior amico del suo ex suicidatosi. Siamo tormentati e perv e annoiati a scacchi eleganti e japu. Più che un triangolo ne viene fuori un quadrangolare amoroso con il morto, ma lei è ormai del tutto sbiellata e vive in un eremo sui monti e muore; lui va a piangere sulla scogliera, torna, ma quando colei che assisteva Naoko le chiede di scoparla a me, frankly, sono un po’ cascati i cogli**i. Tratto da un Murakami (io nemmeno sapevo ce ne fossero due di Murakami scrittori, me loser -_-) di cui abbastanza probabilmente non riesce a leggere il confronto, questo film, che da anni avevo non so perché in una lista di wanna see, è patinato ed elegante, a modo suo generazionale sui giovano japu di ieri, con una splendida fotografia e tanti omini tutti uguali. Ah, si chiamano giapponesi. Ma non molto altro, tormenti dell’animo e del sesso che esplorati non sono, ed insensati (–> noiosi) inevitabilmente finiscono per apparire.

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