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Recensione su Intrigo internazionale

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North by Northwest / 20 settembre 2015 in Intrigo internazionale

Questo intricato film di spionaggio e controspionaggio, considerato tra i migliori di Hitchcock, è passato alla storia principalmente per alcune scene memorabili.
Quelle girate all’interno e all’esterno del palazzo di vetro delle Nazioni Unite, ove si consuma l’assassinio che darà la possibilità al regista di esercitarsi in un tema a lui caro: l’innocente che deve scagionarsi.
Vi è poi la sequenza in cui il protagonista (un Cary Grant a tratti un po’ macchinoso) deve difendersi da un piccolo aereo che cerca di ucciderlo nel mezzo di un’isolata campagna dell’Indiana. Una scena in cui Hitchcock volle stravolgere provocatoriamente lo stereotipo ambientale della suspense, generalmente accostata a spazi angusti e poco luminosi.
In questo caso siamo invece in un territorio pseudo-desertico, completamente isolato.
Non c’è nulla.
Non c’è nessuno.
Solo qualche sporadica auto che passa velocemente.
È una giornata limpida, di pieno sole.
Il pericolo arriverà dall’alto, inatteso, in una sequenza che farà storia e che verrà copiata innumerevoli volte negli anni a seguire (vi sarà anche chi, come Spielberg, su questa idea ci costruirà un intero lungometraggio, il bellissimo Duel).
Il film termina con l’altra indimenticabile e assai suggestiva scena dell’inseguimento in mezzo alle teste del Monte Rushmore (le ambientazioni del finale sono tra le più interessanti, tra cui spicca quel boschetto, che sta proprio sotto il monumento, in cui si incontrano clandestinamente i due protagonisti).

Tra i lati negativi della pellicola vi è l’eccessiva lunghezza (a causa, soprattutto, di alcuni dialoghi palesemente ridondanti), un’ironia non del tutto convincente e un cast un po’ troppo tradizionalista. Ma anche e soprattutto, un finale quantomeno discutibile, con l’ellissi temporale (anch’essa copiatissima) che porta i due protagonisti, con uno stacco un tantino pretenzioso, dal precipizio del Monte Rushmore alla cuccetta del vagone letto che li riaccompagna a New York.

Intrigo internazionale è un film stretto (suo malgrado) nella morsa del quinquennio d’oro hitchcockiano, che va da Vertigo (1958) a The Birds (1963), passando per Psycho (1960). Un terzetto talmente entusiasmante da far sì che a North by Northwest tocchi necessariamente la medaglia di legno.

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