2001

Non ho sonno

/ 20015.177 voti
Non ho sonno
Non ho sonno

Torino. 17 anni dopo un macabro omicidio ai danni di una madre, l'assassino dell'epoca torna in azione e inizia una lunga catena di assassinii, uccidendo due ragazze. Il figlio della donna uccisa tempo prima ritrova il commissario Moretti, incaricato delle indagini: i due sono intenzionati a chiudere il caso una volta per tutte.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Non ho sonno
Attori principali: Max von SydowStefano DionisiChiara CaselliGabriele LaviaRossella FalkPaolo Maria Scalondro, Roberto Zibetti, Roberto Accornero, Barbara Lerici, Guido Morbello, Massimo Sarchielli, Diego Casale, Alessandra Comerio, Elena Marchesini, Aldo Massasso, Barbara Mautino, Conchita Puglisi, Elisabetta Rocchetti
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura/Autore: Dario Argento, Franco Ferrini, Carlo Lucarelli
Colonna sonora: Goblin
Fotografia: Ronnie Taylor
Costumi: Susy Mattolini
Produttore: Dario Argento, Claudio Argento
Produzione: Italia
Genere: Thriller, Horror, Poliziesco
Durata: 117 minuti

Sarà nostalgia? / 9 Agosto 2019 in Non ho sonno

Il passaggio al nuovo millennio non fu preso molto bene da Dario Argento, che con molta nostalgia ci riprova con un giallo all’italiana fermo agli anni ‘70. Dario Argento, infatti, è qualcosa che funzionava benissimo decenni fa, ma non sapendosi rinnovare e non facendo alcun passo in avanti, ora risulta tristemente fuori luogo. È un po’ come voler continuare a mettere nel 2010 dei vestiti più che alla moda, certo, ma per gli anni ’60. Dario Argento incarna il divo del cinema muto che non ha più nulla da offrire con l’avvento del sonoro. Eppure, che non sia il classico giallo amatoriale, approssimativo e standardizzato si vede. Dario apporta quelle delicate attenzioni d’autore che solo “il maestro del brivido” può ancora vantare di avere. Ci sono elementi che ho apprezzato davvero molto e mi chiedo come possano esistere in piena contraddizione con tutto il resto. Il piano sequenza del tappeto mi è piaciuto, il taglio delle unghie fa impressione, l’espediente della filastrocca non l’ho trovato male e nemmeno il nascondiglio nel treno, per non parlare del ritorno alle musiche dei Goblin. Gli altri elementi, piuttosto che segni di ripetitività, li ho presi come omaggi a un passato glorioso, penso adeguatissimi, considerando che questo film avrebbe dovuto determinare un ritorno alle origini. Impossibile non notare i rimandi a “Profondo Rosso”, a partire dal burattino, e chissà che “la fattoria degli animali” non voglia essere un richiamo alla trilogia degli animali. Il problema è che tutti questi elementi annegano da soli in un mare di insensatezza, pessima gestione e una recitazione così innaturale e piatta, esasperata da un doppiaggio orribile, demodé e troppo percepibile.

Piccola curiosità: il pappagallo di nome Marcello mi ha subito ricordato il grande Mastroianni, ma pensavo fosse semplicemente un caso. Ho scoperto con piacere, invece, che il tributo è stato voluto dallo stesso Max von Sydow.

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NON HO PIU’ IDEE / 28 Febbraio 2016 in Non ho sonno

Argento in pieno declino artistico ripropone scene già viste e rimasticate. Le scene di morte, fiore all’occhiello della premiata ditta, qui sono realizzate senza particolare cura e in alcuni casi sfocia nel ridicolo (vedi scena ballerina).
Dario Argento riesce nell’impresa di far recitare “Ad Minchiam” persino Max von Sidow…unico vero asset del film che però viene sprecato malamente.
La regia particolarmente sciatta non aiuta di certo, il comparto sonoro è scadente eccezion fatta per alcuni pezzi dei sempre ottimi Goblin. La logica è spesso assente non giustificata.

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Il voto sarebbe un 4.5 / 10 Settembre 2013 in Non ho sonno

Film bruttino dallo svolgimento abbastanza ovvio; le scene delle uccisioni (e la relativa recitazione delle attrici vittime) sono ridicole (agghiaccianti ma non per la paura). Il colpevole si intuisce a metà film e questo è da considerare un altro difetto.
Si salvano in parte Max Von Sydow e, solo per la presenza (ovvero la sua bellezza, sulla recitazione forse ci sarebbe da ridire), Chiara Caselli. Decente Gabriele Lavia.
Mi aspettavo molto di più da questo film e sono rimasto abbastanza deluso.
Apprezzabile la colonna sonora dei Goblin.
La vittima iniziale è Barbara Lerici vista nel film di Ligabue “Da zero a dieci”.

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10 Agosto 2013 in Non ho sonno

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dario Argento parlando di questo film pronunciò questa frase: “Per me rappresenta un ritorno al passato”.
Mi domando: ma di quale passato sta parlando? Forse di un passato molto ma molto remoto, nascosto ormai dalle nebbie e dalle ragnatele del tempo, forse a questo si riferiva, francamente non ne vedo altri, perché questo suo film è davvero ben lontano dai fasti di quel suo glorioso passato, quello a cui si riferisce lui.
E’ un film insipido, stupido, banale, inutile e privo di qualsiasi regola cinematografica, è girato talmente male da sembrare il prodotto di un regista amatoriale che vuole solo fare impressione sui suoi amichetti del cuore.
Sbaglia completamente tutto, dalla storia ai primi piani dei suoi attori completamente spaesati(eh si che aveva nel suo cast il fior fiore della recitazione, da Gabriele Lavia a Rossella Falk), creando così uno dei thriller più assurdi che si siano mai visti.
E’ davvero imbarazzante assistere a scene mal ideate come ilo patetico omicidio della prostituta sul treno o come la scena dell’omicidio della ballerina(si vede che è visibilmente un manichino).
Se poi tutto è accompagnato nell’ordine da un nano assassino(peggio ancora se ha le sembianze del pupazzo di “Profondo Rosso”, da una scena di sesso gratuita e priva di qualsiasi enfasi(i due avevano un coinvolgimento emotivo degno di due cadaveri), un finale copiato a Lucio Fulci(il film in questione, se vi interessa saperlo, è “Lo squartatore di New York) e una poesia di Asia Argento(e te pareva che mancava…) potete ben immaginare che roba sopraffina si ha davanti.
Assistere a un simile spettacolo(e lo dico con franchezza) fa male, è distruttiva per la salute psichica di chi è guarda(e non sto esagerando, già al secondo fotogramma si ha voglia di spaccare il televisore a martellate) e soprattutto è demoralizzante per tutti coloro che hanno amato i lavori precedenti di Argento, che si chiedono dove sia finita la poesia dei suoi precedenti film, dove sia finito quel regista così talentuoso che ha ammaliato e terrorizzato milioni di spettatori negli anni ’70-’80.
Ormai quel regista non esiste più, è stato sommerso da quintali di immondizia e la cosa peggiore è che sta rovinando tutto quello che di buono ha costruito negli anni precedenti.
Non è un ritorno al passato, ma un proseguimento in un presente fatto di mediocrità.
E in molti ci chiediamo quando tutto ciò avrà fine.

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