Recensione su Non ci resta che il crimine

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Il voto sarebbe un 6.5 / 2 Gennaio 2020 in Non ci resta che il crimine

Discreta commedia italiana con un tuffo negli anni ’80.
Roma, giorni nostri. Tre amici Moreno (Marco Giallini), Sebastiano (Alessandro Gassman) e Giuseppe (Gianmarco Tognazzi) cercano di sbarcare il lunario organizzando un tour alla scoperta dei luoghi resi famosi dalla Banda della Magliana che imperversava a Roma negli anni ’80. Un giorno, inseguiti dal loro amico Gianfranco (il regista Massimiliano Bruno), si ritrovano nel 1982 ai tempi dei Mondiali di calcio e soprattutto ai tempi della Banda stessa.
Simpatica commedia anche se poteva insistere di più sulle mode e i costumi degli anni ’80 che vengono solo sfiorati; ci si sofferma maggiormente sul capo della Banda, Renatino (Edoardo Leo) e la sua donna Sabrina (Ilenia Pastorelli).
I tre inizialmente cercano di fare soldi con le scommesse calcistiche sfruttando la memoria di Giuseppe, poi si troveranno invischiati con la Banda della Magliana.
Visto il salto nel passato, il titolo richiama “Non ci resta che piangere”.
Il finale lascia prevedere un possibile seguito.

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