2019

Noi

/ 20197.132 voti
Noi
Noi

Adelaide torna nella casa sul mare in cui ha trascorso le vacanze da bambina. Con lei, ora, ci sono il marito e i due figli e, insieme, vogliono trascorrere un'estate serena. Ma Adelaide è ossessionata dai brandelli di un trauma passato e inizia a essere angosciata da inquietanti coincidenze. Finché, una sera, nel cortile della casa compare un pauroso quartetto di persone.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Us
Attori principali: Lupita Nyong'oWinston DukeEvan AlexShahadi Wright JosephElisabeth MossTim Heidecker, Yahya Abdul-Mateen II, Anna Diop, Cali Sheldon, Noelle Sheldon, Madison Curry, Napiera Groves, Lon Gowan, Alan Frazier, Duke Nicholson, Dustin Ybarra, Nathan Harrington, Kara Hayward, Darrel Cherney, David M Sandoval Jr., James Cobb, Alessandro Garcia, Ashia Camille, Ray Walker, Abraham Reyes, Anne-Marie Olsen, Jessica Rubinstein, Jordan Peele
Regia: Jordan Peele
Sceneggiatura/Autore: Jordan Peele, Jordan Peele
Colonna sonora: Michael Abels
Fotografia: Mike Gioulakis
Costumi: Kym Barrett
Produttore: Jordan Peele, Sean McKittrick, Jason Blum
Produzione: Usa
Genere: Thriller, Horror
Durata: 116 minuti

AHINOI / 8 Aprile 2019 in Noi

Sarà che mi sono recato al cinema con troppe aspettative ma questo “Noi” non mi è piaciuto per nulla. La storia è talmente sconnessa e saltellante (tipo coniglio) da risultare estremamente dispersiva nel suo contorcersi tra significati e significanti. L’esecuzione è tragicamente priva di senso e sembra che le scene vengano improvvisate una dopo l’altra.

Jordan Peele arriva a questo appuntamento col vento in poppa e coi favori del pronostico. Il doversi dare a tutti i costi un tono da autore impegnato gli ha fatto perdere la rotta la testa e lo status. L’horror politico è ben altra cosa e le macroscopiche falle di logica non mi permettono nemmeno di apprezzarlo come thriller d’intrattenimento.

“Noi” non funziona perché purtroppo sotto il vestitino da film colto non c’è proprio nulla.

VOTO: 4,5

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Quelli che benpensano / 7 Aprile 2019 in Noi

Dopo Scappa: Get Out, Oscar 2018 per la miglior sceneggiatura originale e svariati altri premi di rilievo, Jordan Peele è tornato con Noi, un altro horror politico che prova a mettere il pubblico a disagio non tanto attraverso i cliché del cinema di genere (che, pure, vi sono e in abbondanza), quanto imponendo svariate riflessioni sulla società contemporanea. A differenza del film precedente, a mio parere particolarmente geolocalizzato e concentrato su questioni peculiari esacerbatesi nell’America di Trump, Peele prova a coinvolgere più profondamente le platee di tutto il mondo.

Chi è il nostro peggior nemico? Nell’affannosa ricerca del capro espiatorio (un concetto che, puntualmente, tanto mi ricorda La strega e il capitano di Sciascia), tendiamo a escludere il primo e più elementare indiziato: noi.
Frankie hi-nrg canta da più di 20 anni che le persone da biasimare, quelle di cui avere davvero paura, sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi. Sembra che Peele abbia ascoltato Quelli che benpensano e se ne sia procurato un’accurata traduzione per tirare giù la sceneggiatura di Noi. Nel film di Peele, c’è davvero tutto quello di cui parla il rapper italiano: l’invidia, l’ipocrisia, la messinscena, l’incapacità di fare i conti con se stessi e la propensione a incolpare “gli altri” (altri noi, in realtà) di tutto quel che ci provoca fastidio o disagio. E, perfino, l’esistenza di una controparte giudicante che si nasconde sulla faccia oscura della loro Luna nera.

A parte ciò, il lavoro di Peele è ampiamente metaforico e ricco di simboli, a partire da un versetto biblico (Geremia, 11-11) citato ripetutamente fin dalle prime sequenze del film, bozzolo in cui -fin dal suo “aspetto”- è contenuto ogni susseguente sviluppo narrativo, concetto di doppelgänger incluso, e, forse, sprofonda un po’ troppo in questa metafora fin troppo evidente e lineare, forzando molte cose pur di aderire al comunque efficace assunto del film.
Peele prova a eviscerare il problema in ogni suo aspetto, usando anche una certa ironia (dopo l’iniziale spavento, la famiglia protagonista sembra assuefarsi in fretta all’uso della violenza, adattandosi presto alla sequenza di eventi surreali in cui è coinvolta, aderendo presto alla logica illogica di un mondo doppiamente rovesciato).

Efficace il plot twist e bravo il cast. Lupita Nyong’o ha un paio d’occhi che fanno i tre quarti del gioco di Peele.

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