Recensione su Nodo alla gola

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Nodo alla Gola / 11 Maggio 2020 in Nodo alla gola

Uno dei primi capolavori di Alfred Hitchcock è “Un nodo alla gola”. Il film è tecnicamente rivoluzionario: sono 10 piani sequenza, i più dei quali montati in maniera tale da farli risultare un unico piano sequenza: l’effetto è quello di un film che assomiglia moltissimo ad un’opera teatrale composta da un unico atto.
Tratteggiati benissimo i due cattivi, quasi sembrano venire da un’opera di Edgar Allan Poe: il più spietato vuole sfidare il destino fino all’estremo, venendo alla fine scoperto, il più spaventato “si scopre” da sé confessando la sua colpa insostenibile(per ulteriori approfondimenti sulla tematica i “Racconti del Terrore” di Poe sono assolutamente da leggere).
Inoltre, è interessante come tutto il film si muove intorno ad un oggetto assente che lo spettatore non vede, ma che percepisce in continuazione: non solo per venire incontro alle rigide regole del Codice Hays, ma anche per introdurre un cinema nuovo dove non solo lo sparo è importante, ma tutto ciò che sta intorno allo sparo è importante(Leone e Tarantino docent).
Un film da vedere, che si ambienta nel contesto sperimentale degli anni ’40(Welles, neorealisti ecc.) e che si mostra come una delle pietre miliari su cui si costruirà il cinema degli anni successivi.

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