Recensione su Animali notturni

/ 20167.3271 voti

Tentativo Apprezzato / 8 febbraio 2017 in Animali notturni

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dirò che mi è piaciuto perché l’ho trovato stilisticamente molto simile a Eyes Wide Shut di Kubrick o perché amo le pellicole che non sono servite su un piatto già sgusciate e pronte per essere criticate . Il cinema è arte e come tale va prima contemplato , compreso veramente (magari essendo sottoposto a più di un’unica mera visione ) e poi criticato . Quindi nonostante magari l’apparente confusione creata da Ford che non riesce purtroppo ad attenersi all’intelligente ambiguità , caratteristica del romanzo , vorrei spezzare una lancia a suo favore per il tentativo in merito che ha comunque portato a un risultato per me più che buono . Una Amy Lee che non riesce ancora ad affermarsi con decisione e un Jake Gyllenhall che è in grado di salvare qualsiasi tipo di allestimento pur se diretto a un inesorabile naufragio . Enucleazione relativa ai temi dell’alta borghesia statunitense che ritrae una protagonista apparentemente fredda e gelida di fronte alle figure da cui è circondata , tra cui i sentimenti non sembrano altro che vecchi ricordi astratti tramutati in qualcosa di concreto e pragmatico . Il nuovo affascinante e ricco marito , gli amici omofobi colmi di irriverente sarcasmo ma un’unica maschera affissa sui volti non delineati dei poveri ma ricchi infelici(Amy compresa ) l’Arte . Concepita come una sorta di accettazione della realtà e quasi rappresentata come una vecchia signora che “ per fortuna esiste “ , avendo tirato fuori tutti coloro che la esaltano fuori da quel “mondo doloroso “ a cui appartenevano . Il romanzo che il suo primo marito le spedisce e le dedica , Animali Notturni , è volto a rivelare quanto sia inutile vestirsi di una personalità che non ci appartiene e quanto al contempo sia possibile attaccare al cuore una persona se solo si toccano i giusti tasti . Film a tratti lento ma mai noioso , volto a sottolineare nel finale quanto la vendetta sia incapace di far sentire migliore o appagato chi l’ha impartita ed anche chi l’ha subita ma che nonostante tutto resta una delle prime istintive reazioni dell’essere umano .

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