Recensione su No - I giorni dell'arcobaleno

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30 Maggio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Oh ma guarda che è vero! Storia di come, nel 1988, in Cile il generale Pinochet (simpatica birba) abbia indetto un referendum su se stesso per attenuare le pressioni internazionali. Durante il mese precedente il voto anche alle opposizioni fu concesso, per la prima volta dal colpo di stato, di andare in tv. E il nostro, René, anche se non quello di Boris, fu il giovane pubblicitario ingaggiato per curare la campagna comunicativa della altrimenti triste e depressa opposizione. Voi di sinistra siete tutti tristi U_U dice. Allora René, aiutato da un amico uguale a Epifanio, shakera tutte le carte in tavola e, anziché una serie di spot che ricordano i crimini del fasciogoverno, punta tutto su di un messaggio di arcobaleno e luce e sorrisi e speranza per il futuro. Tra le poche pubblicità che sono servite a qualcosa perché, tra la sorpresa di tutti (e in particolar modo di quella birba, che salutiamo), il NO alla dittatura vince. Il regista Pablo Larrain mantiene il focus sul periodo nero della dittatura cilena, come nei film precedenti. Ma lo fa attraverso un tema e un attore principale all’apparenza più spensierati. René è Gael coso, il tipo per cui un sacco di ragazze continuano a dire spagnolo nano tutto tano (no ok, non è spagnolo, non ricordo ma non me ne può fregare di meno di dove sia. Sai cosa? É uguale!). A sua volta il problema di Gael è che, ca**o, sembra sempre che abbia 18 anni. É basso. E lo fanno pure andare in giro in skate -.- non so, potevano dargli anche uno yoyo già che c’erano, perché non uno yoyo? Da un lato è il nuovo e giovane che con nuove (e giovani) strategie riesce letteralmente a ribaltare un paese, servendosi delle tecniche che di solito vengono definite armi di distrazione di massa. Dall’altra ha una famiglia, sconquassata ma ci si vuol bene, e insomma, questi fasci che ti aspettano fuori dalla porta non mettono di buonumore. Il tutto è girato con una camera degli anni quelli, di modo che è impossibile vedere la differenza tra il girato nuovo e i molti spezzoni dell’epoca, e anche gli spot, di cui molti si possono trovare sul tubo. Un film sui e con i giusti, fermo restando che dargli un oscar non stava né in cielo né in terra, escono una trentina di film altrettanto giusti l’anno :/

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