Recensione su Nightmare Cinema

/ 20195.02 voti

The Twilight Zone / 26 Agosto 2019 in Nightmare Cinema

Diviso in episodi antologici diretti da Joe Dante, Mick Garris, David Slade, Ryūhei Kitamura e Alejandro Brugués, Nightmare Cinema è un film bruttino con qualche idea fica qua e là ed altrettante idee prese in prestito da The Twilight Zone.

Trama:
Il Cinema Rialto è un cinema particolare. Iniziamo col dire che è uno di quei bei cinema di una volta, quelli col titolo del film in lettere rosse sul cartellone all’ingresso, ed è di proprietà del “Proiezionista” (un uomo sinistro con un problema alla gamba, interpretato da un senza infamia e senza lode Mickey Rourke). Facciamo la sua conoscenza da subito, cioè da quando il primo dei cinque stro…spettatori entra nella sala per gustarsi il suo film, in tutti i sensi visto che la pellicola mostra le paure più profonde e i più oscuri segreti dello spettatore che decide di entrare al Rialto. Quindi è facile, cinque spettatori per cinque diverse storie: “The Thing in the Woods” (diretto da Alejandro Brugués) è la storia di un killer in un bosco, tante citazioni al genere slasher e plot twist finale con effetti speciali discutibili. Niente di nuovo sul fronte occidentale insomma; “Mirare” di Joe Dante sulla carta era quello più interessante, prende a mani basse quello che doveva prendere dalla lezione di Rod Serling ma si sgonfia come un ca**one sgonfio. “Mirare” cerca di fare una riflessione sull’attuale società dell’apparire, quella della chirurgia e del bisturi lucente per essere splendido splendente, ma rimane una critica superficiale; SORPRESONA “Mashit” di Ryûhei Kitamura che omaggia L’Esorcista per poi risolvere il problema dei demoni e del Diavolo a suon di percosse e calci in bocca. Mashit è praticamente un Suore di Menare III che ce l’ha fatta; poi c’è “This Way to Egress” di David Slade che riprende la lezione di Rod Serling e quella di Cronenberg e ci infila la storiella di una mammina con qualche problemino. Il tutto condito da un bianco e nero stronzissimo; ultimo “Dead” di Mick Garris abbastanza scontato. Visto che tre episodi su cinque sono ambientati in un fottuto ospedale (o in istituti psichiatrici/chirurgici) non ho capito per quale motivo non abbiano usato la struttura come fil rouge.

Esempio? Nel primo episodio ci sono i ragni alieni, i ragni arrivano in ospedale nel finale del quinto episodio. Stacco. Cinema Rialto pieno di gente morta come Messiah of Evil. Rourke che vaga per i corridoi fra le pellicole nelle pizze neanche fossimo nel finale di Indiana Jones.

Non bruttissimo eh ma non so se consigliarlo

Lascia un commento

jfb_p_buttontext