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Recensione su Non lasciarmi

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Non lasciarmi mai andare via. / 17 agosto 2015 in Non lasciarmi

Ogni ragazzo non ha un cognome, ma una lettera. Kathy fa di cognome H, la lettera muta. E il suo personaggio è un personaggio silenzioso, discreto, talmente discreto che non riesce a parlare nemmeno quando dovrebbe. E ama una canzone, Never let me go. Forse perché ha una paura folle di perdere qualcuno. Il film è bello quanto il libro, forse anche di più. Riesce a rendergli onore. Ma non solo. Riesce a far provare ai ragazzi questa illusione di una speranza di salvezza che continuano a proteggere. Anche quando è tutto perduto. Il film è meno esplicativo del libro ma più profondo.
Da una parte mostra come il progresso a volte costi più del necessario. Dall’altra come degli esseri umani in tutto e per tutto, incapaci di dare la vita, salvino la vita. loro malgrado. Nonostante chiaramente provino ogni sentimento ed emozione non sono degni di essere definiti umani. Forse questo film ci chiede fin dove la nostra vita vada al di là di quella degli altri. Di come il disprezzo per ogni forma di vita elimini piano piano la pietà. E a questi ragazzi clonati cresciuti come polli d’allevamento non viene neanche concessa l’anima, se non senza prove sufficienti.
Dopotutto chiedevano solo un po’ di tempo. E per valorizzare quello che hanno si aggrappano a cose banali, come audiocassette e disegni. SI fanno del male a vicenda perché è l’unica cosa che possono fare.
Questo film offre solo una profonda riflessione su cosa sia la vita, su cosa diventi quando non sei nemmeno certo di avere un’anima.
Dolce e commovente, sostenuto magistralmente dai tre protagonisti che caratterizzano alla perfezione la loro parte. Imperdibile.

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