Recensione su Nemico pubblico - Public Enemies

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8 Febbraio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nell’America della Grande Depressione John Dillinger, ex detenuto con un’infanzia difficile alle spalle, diventa il nemico pubblico numero uno: la sua specialità infatti è quella di rapinare banche, alle quali dà l’assalto con la sua banda. Nonostante la sua attività criminosa, per cui è strenuamente ricercato dall’ agente FBI Melvin Purvis, per molti americani è un eroe: Dillinger diventa famoso come “Rapinatore Gentiluomo”, che preferisce usare cortesia ed educazione alla violenza, alla quale ricorre solo se costretto.
Condivide la sua vita spericolata la compagna Billie,ma nonostante numerosi fallimenti l’FBI è sempre più vicino…

BELLISSIMOOOOOO!!!!
Ispirato all’omonimo best seller di Bryan Bourroghs, il film a differenza del romanzo taglia completamente o quasi le storie dei vari “nemici pubblici”di quegli anni (Bonnie e Clyde, Mà Barker e i suoi figli, Baby Face Nelson e altri)concentrandosi solo sulla storia di John Dillinger, il principale tra i nemici pubblici. A dire la verità il film trascura la caratteristica principale per cui Dillinger, a differenza di altri”nemici pubblici”, era amato dalla gente, cioè il fatto di usare la violenza solo quando costretto dalla circostanze(vera o falsa che fosse questa cosa…): infatti in molte scene lo si vede menare le mani per nulla, mentre anche a detta di varie “vittime”delle sue rapine, non era così.
Il film mette in luce anche le varie magagne dell’FBI, dalla poca (quando nulla) organizzazione e preparazione dei suoi uomini, che si lasciano spesso sfuggire malvivente che passano loro davanti senza che essi se ne accorgano, alla crudeltà usate negli interrogatori(il pestaggio di Billie, fermato solo da Purvis).
Comunque sia, il film è davvero ottimo: regia asciutta e ferma, attori bravissimi,sceneggiatura un poco rivisitata rispetto sia al libro che alla realtà(le figure dei compari di Dillinger vengono ridimensionate, volutamente per lasciare più spazio alla figura del “capo”…tant’è vero che non sembrano poi così importanti, mentre nella realtà non era affatto così) ma molto efficace e solida, splendida colonna sonora, ritmo incalzante e pieno di suspense: che dire?Davvero un film da Oscar.
Johnny Depp ci regala un’altra delle sue magistrali interpretazioni(vabbè, non mi spreco in lodi perché poi sembro di parte! J), grazie a lui percepiamo il carisma emanato dal personaggio di John, rapinatore di banche di grande astuzia e intelligenza(grazie alle quali fa fare un sacco di brutte figure all’FBI), amante del cinema, dei bei vestiti, desideroso di godersi la vita dopo dieci anni di prigione; la sua storia d’amore con Billie è bellissima, passionale e commovente, come dimostra la scena finale(e qui…ho pianto come una fontana!), un amore vero che poteva passare sopra tutto(soprattutto sopra la non proprio edificante professione di lui).
Billie è interpretata dall’attrice francese Marion Cotillard, è una meticcia che ha sempre vissuto nell’indigenza e nella discriminazione, quindi è comprensibile che quando trova John che l’adora, si abbandoni a lui senza pensarci, nonostante le paure e le difficoltà che sa le costerà questa scelta. L’attrice interpreta una Billie dolce, solare, convinta, e lo fa in modo convincente e intenso, soprattutto nell’ultima parte e nella terribile scena del pestaggio di Billie da parte degli agenti che la interrogano.Quando ho saputo che era lei a interpretare Billie non ero la vedevo molto al fianco di Johnny, ma mi sono dovuta ricredere: è perfetta.
Che dire di Christian Bale, l’attore che interpreta Melvin Purvis, l’agente di punta dell’FBI impegnato nella cattura di Dillinger?E’ bravo, convincente..ma io lo noto a malapena, e non solo perché c’è Johnny! Anche in altri film che ho visto lui me lo ricordo proprio di striscio..e poi perché sempre quell’aria sofferente?!
Molto curati anche i particolari: costumi, musiche, scenografie

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