Recensione su Nel paese delle creature selvagge

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11 aprile 2011

E’ destinata a diventare un cult, sarà anche imperfetta, ma è una pellicola potente sia visivamente che narrativamente. L’emotività, e la violenza, del bambino raramente risulta così ben resa. La prima parte mi è piaciuta molto, la seconda ha delle scene davvero belle, è’ vero che si perde il filo, è vero che c’è un certo caos e, io non ho letto il libro, l’obiettivo e il senso di ciò che accade nel mondo dei pupazzoni non è chiaro per nulla, ma in ogni accadimento si può chiaramente vedere il bambino che siamo stati e senza concessioni.

Il paese delle creature è davvero l’espressione dell’infanzia, delle paure, dei bisogni, dell’egoismo, del superomismo del bambino (ma anche del gioco, della creatività, delle potenzialità etc ), è necessario vedersi oggettivati e fare esperienza di sè per crescere, per avere indulgenza degli altri, per calmare l’ansia, per vivere con se stessi.

Perfettibile, ma comunque bello, con quel tocco un po’ fuori dagli schemi che lo farà ricordare

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