Recensione su La ricompensa del gatto

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Il ritorno del Barone / 11 Febbraio 2016 in La ricompensa del gatto

Diretto da Hiroyuki Morita, ”La ricompensa del gatto”, film di animazione dello Studio Ghibli, distribuito cronologicamente sul mercato italiano con quattordici anni di ritardo, si presenta al pubblico in tutta la sua levità e dolcezza, non gravando su di esso l’onere del capolavoro.
Pur mantenendo un impianto narrativo classico, dal forte accento formativo, si discosta da altri lavori dello Studio non solo per il suo prefigurarsi Spin-off, ma per un libero abbandono ad un mite senso di incoscienza e di spensieratezza, refoli di un vento che ha lambito opere come Il ”Porco Rosso”, o ”Kiki – Consegne a domicilio”, animato dallo stesso Morita.
Protagonista, oltre l’irrequieta e sbadata Haru, è Humbert Von Gikkingen, detto il Barone, gatto gentiluomo conosciuto nel precedente ‘’I Sospiri del mio cuore’’, e i suoi ‘’colleghi’’ Muta e Toto. Rispetto appunto all’opera citata, non vive dei suoi tempi morti, e si lascia ammirare nella sua breve e fugace corsa, e nel suo viaggio, che riprende in parte ”Alice nel paese delle Meraviglie” di Carroll.
Quindi fiaba, crescita e svago, mai così enfatico, data anche la natura selvatica e briosa dei suoi felini caratteristi. Dopotutto , citando ”Gli Aristogatti”:‘’Everybody wants to be a Cat’’.

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