Recensione su Nebraska

/ 20137.4258 voti

18 Gennaio 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La prima sequenza è illuminante : inquadratura lunga sulla strada di una brutta periferia che un vecchio malandato sta percorrendo baldanzosamente a piedi prima di essere fermato e riportato a casa della polizia. Ma Woody Grant , un vecchio e scorbutico alcolista ormai affetto da demenza senile , vuole assolutamente andare a Lincoln per ritirare il premio di un milione di dollari che lui è certo di aver vinto in base al solito volantino promozionale patacca che custodisce sempre gelosamente in tasca . E dato che le parole della bisbetica moglie a nulla valgono per dissuaderlo da questo folle proposito David , il più giovane dei suoi due figli , accetta di assecondarlo e di accompagnarlo in auto sino a destinazione , cogliendo così l’occasione per ritornare dopo tanti anni al paese di origine del padre e fare visita ai parenti che ancora vi abitano .
Dopo “A proposito di Schmidt” , ma soprattutto “Sideways – In viaggio con Jack “, Payne sembra aver preso gusto con i “road movie” per portare sullo schermo quell’altra America, quella dei grandi spazi deserti e della piccole e desolanti cittadine del Midwest dove non succede niente e dove la cosa più eccitante è ubriacarsi o guardare la TV . Ed anche in questo caso il “viaggio interiore” dei protagonisti , soprattutto quello di David che scopre aspetti sconosciuti della vita del padre , è reso efficace anche per il ricorso al bianco e nero che meglio si adatta alla malinconia crepuscolare della storia. Gli stereotipi non mancano ma il film è sicuramente godibile e Bruce Dern è perfetto nel rendere assolutamente realistica l’acida figura di Woody tanto da essere meritatamente premiato come miglior attore . Ma bravi anche Will Forte ed il redivivo Stacy Keach che non vedevo da anni.

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