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Recensione su Animal House

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18 marzo 2014

Storie di ordinaria goliardia in questo antesignano degli odierni American Pie, ormai datato ma comunque grande.
Prendendo spunto dalle classiche diatribe tra confraternite di college, Landis genera un film per quei tempi assai innovativo: tra i pionieri dell’umorismo prettamente demenziale, grazie al mitico John Belushi (che si strafoga di cibo alla mensa o si spacca una bottiglia in testa per consolare un amico triste), che riesce in questo film ad apparire quasi come un moderno Chaplin (in scala molto minore, ma il paragone ci sta).
Alcune scene memorabili, in primis il toga party (che farà moda nei college quelli veri), grazie anche ad una colonna sonora di tutto rispetto.
La mitica battuta “Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare” pronunciata da Belushi in uno dei pochi discorsi seri, in cui incita alla vendetta dopo l’espulsione dal college.
Un film piacevolmente sconnesso, come del resto tale è la sregolata vita dei collegiali americani.

2 commenti

  1. Bisturi / 18 marzo 2014

    Un film manifesto! Che nulla ha a che vedere con i futuri e stupidi American Pie, Maial College che ovviamente hanno banalizzato il tutto ad una serie di gag sul sesso. Questo era ed è avanti, realmente contro la società e il sistema bigotto americano. Belushi strepitoso, tutto funziona a meraviglia, la sex room, il Toga Party sulle note della mitica Shout, il processo farsa, il finale…..Immenso, un esordiente John Landis in grandissima forma.

    • hartman / 19 marzo 2014

      sì, ovviamente antesignano nei contenuti… gli american pie costituiscono una chiara banalizzazione, neanche da mettere vicino, ca va sans dire…

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