Recensione su Natale in Casa Cupiello

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Te piace ‘o presepe? / 23 Dicembre 2020 in Natale in Casa Cupiello

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Natale in Casa Cupiello di Edoardo De Angelis è un film tv Rai che riporta sul piccolo schermo la famosa tragicommedia scritta e messa in scena per la prima volta da Eduardo De Filippo nel 1931.
Per i napoletani e i cultori dell’opera di Eduardo, è un testo sacro, un distillato di filosofia archetipica eduardiana.

Confesso di non aver mai avuto l’occasione di vederla rappresentata e non mi è mai capitato di vedere le repliche dei suoi due famosi allestimenti televisivi, con lo stesso De Filippo, realizzati per la Rai nel 1962 e nel 1977.
Prima di vedere il film di De Angelis, quindi, conoscevo la storia solo a grandi linee ed ero molto curiosa di vedere questo adattamento, dopo quello, per me molto felice, de Il sindaco del rione Sanità (2019) firmato da Mario Martone.
Nel complesso, ho apprezzato il lavoro coraggioso di De Angelis (toccare Eduardo è una vera sfida), dei suoi collaboratori (che belle le scenografie di Carmine Guarino, i costumi di Massimo Cantini Parrini e la fotografia di Ferran Paredes) e del cast di attori capitanato da Sergio Castellitto, che mi è parso a suo agio nel maneggiare l’accento napoletano.

Ma il film non mi ha convinta fino in fondo.
A livello narrativo, non ho compreso perché l’azione sia stata spostata dagli anni Trenta ai Cinquanta del Novecento: questa scelta cosa ha (app)portato alla vicenda, in cosa le ha giovato? A questo punto, perché non far slittare l’azione direttamente ai giorni nostri (come ha fatto Martone), per sottolineare come la storia di Lucariello e famiglia sia universalmente e atemporalmente valida?
Dubito che De Angelis e Massimo Gaudioso, co-sceneggiatore, non abbiano preso in considerazione questa eventualità: allora, in questo caso, mi domando cosa li abbia fatti desistere e propendere per la soluzione adottata, sicuramente meno spericolata, ma anche più “banale” e -azzardo- insensata, se mi è concesso dirlo.

In ultima istanza, non conoscendo l’originale, quella di De Angelis mi è sembrata una storia sconsolata, cupa e triste, con i personaggi profondamente arrabbiati gli uni con gli altri, profondamente livorosi. In sostanza, il Natale in Casa Cupiello di De Angelis mi è parso un ritratto molto cinico della famiglia-tipo (e, in fondo, se così è, è una cosa che apprezzo). So che il finale del film è diverso da quello del testo teatrale, che è in qualche modo più sognante. Ecco, sarei curiosa anche di sapere perché De Angelis & C. hanno optato per un taglio tanto più drammatico e meno consolatorio della vicenda.

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